Pare ci sia un errore nel calcolo della Tassa sui Rifiuti, pagata quasi il doppio in più

su
Gnius
immagine al post Pare ci sia un errore nel calcolo della Tassa sui Rifiuti, pagata quasi il doppio in più

Tassa sui Rifiuti pagata con un errore, quasi il doppio del valore reale.
Incredibile, ma vero!
Grazie ad una interrogazione parlamentare si sono accorti di un errore di calcolo della TaRi.
Molti Comuni italiani hanno sbagliato il valore effettivo da pagare.
Da quanto emerge alcune famiglie hanno dovuto sostenere una spesa per la mondezza pari del doppio dell’importo.

Tassa sui Rifiuti

Che dire, si è scatenata una polemica e una guerra tra i consumatori e comuni.
Era il minimo che potesse accadere dopo questa spiacevole sorpresa sulla Tassa dei Rifiuti.
Dunque, sembrano almeno che la cosa riguardi gli ultimi cinque anni.
Piuttosto incredibile che molti Comuni abbiano sbagliato il calcolo per la TaRi.
Dunque questo errore di computo pare derivi della quota variabile di cui è parte il tributo.
Inoltre è proprio questo importo che ha fatto lievitare l’importo totale da pagare.

Il Movimento Difesa del Cittadino sta cercando in tutti i modi per garantire ai contribuenti una tutela.
Infatti, l’Associazione dei Consumatori, ha creato la campagna SOS Tari con la quale si chiederà il rimborsi ai Comuni implicati.

Errore nel calcolo della Tassa sui Rifiuti

Scopriamo dove si trova l’errore in questione e perché ha fatto lievitare la bolletta e quali comuni sono coinvolti.

I comuni coinvolti nell’errore di calcolo della Tari

Anzitutto diciamo che i Comuni dei contribuenti che hanno subito questo eccesso di fatturazione sono:
Milano
Genova
Ancona
Napoli
Catanzaro
Cagliari

Ci sono anche altri Comuni, ma per ora ancora non indicati.
Ora spieghiamo quale componente ha fatto lievitare l’importo da pagare per la TaRi.

Nella bolletta della TaRi ci sono varie voci, tra le quali c’è la quota fissa.
Tuttavia questa è calcolata sulla base dei metri quadri dell’abitazione.
Inoltre c’è la quota variabile, che viene computata a seconda del numero degli abitanti nell’abitazione.
La quota variabile viene moltiplicata per il numero delle pertinenze possedute e dichiarate.

Spieghiamo con un esempio

Abitazione di mq 125 complessivi, dove mq 100 sono di casa, mq 15 sono di garage e mq 10 sono di cantina.
Particolarmente rilevate qui il coefficiente, infatti l’errore sta proprio qua.
Hanno considerato la suddivisione dei mq della proprietà come fossero altre proprietà aggiuntive.
Quindi l’importo è stato calcolato moltiplicando per 3, invece di essere calcolato per 1.
Ecco qui che la bolletta si raddoppia.

Fate attenzione ed informatevi presso il sito dell’Associazione dei Consumatori per tutelarsi al meglio.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *