Cos’è il Patto per il lavoro del Reddito di Cittadinanza

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Come abbiamo detto inizia la fase due del Reddito di Cittadinanza, che è la possibilità di essere convocati per l’offerta di un lavoro.
Per avere la possibilità di avere un’offerta ed essere chiamati, per chi già riceve il Reddito di Cittadinanza, bisogna però sottoscrivere il Patto per il lavoro.
Vediamo di cosa si tratta e cosa è questo Patto per il lavoro che è obbligatorio firmare per ricevere una offerta di lavoro.

Le statistiche indicano che dovrà firmare il patto all’incirca una persona su tre tra i beneficiari del Reddito di Cittadinanza.

Cos’è il Patto per il lavoro

Chi sarà chiamato a sottoscrivere il Patto per il lavoro dovrà firmare un impegno scritto che lo obbliga a collaborare con gli operatori, i famosi navigator del Reddito di Cittadinanza, per permettere loro di trovare un’offerta congrua alle proprie competenze ed alla propria età.

Questo Patto per il lavoro doveva essere già sottoscritto dal soggetto beneficiario del Reddito di Cittadinanza entro 30 giorni dal primo accredito sulla carta di credito, ma a causa di ritardi vari, come è scritto anche sul sito ufficiale del Reddito di Cittadinanza, tra queste anche i ritardi per le assunzioni dei navigator, i vari problemi di gestione delle piattaforme del Reddito di Cittadinanza, la firma del Patto del lavoro e delle chiamate per le offerte partiranno da oggi, con l’invio dei primi sms dai centri per il lavoro verso i beneficiari del RdC.

Chi sottoscrive il Patto per il lavoro sarà obbligato di accettare almeno una delle tre proposte di lavoro che arriveranno dai centri per l’impiego.
Le offerte di lavoro saranno coerenti con il tipo di impiego svolto, con la distanza dal domicilio che però varia nel tempo, e la durata dello stato di disoccupazione.

Distanza dal domicilio

La distanza dal domicilio cambia nel tempo in questo modo: il primo anno o la prima offerta di lavoro sarà entro cento km o cento minuti di trasporto pubblico (attese escluse), il secondo anno o la seconda offerta di lavoro sarà distante duecentocinquanta (250) km, infine tutta Italia per la terza offerta.

Assegno di ricollocazione

Alla firma della sottoscrizione del patto per il lavoro i beneficiari ottengono l’assegno di ricollocazione fino al 31 dicembre 2021.
L’assegno di ricollocazione è una somma di denaro da spendere presso i centri per l’impiego, o soggetti accreditati, e per accedere a quello che è chiamato un “servizio intensivo di ricerca al lavoro”.

Chi non fa parte del Patto per il lavoro

Tra i tanti beneficiari del Reddito di Cittadinanza ci sono alcuni che non hanno l’obbligo di iscriversi al Patto per il lavoro.
Per queste persone sono previsti attività che fanno parte delle forme del Patto di inclusione sociale, che sono delle attività organizzate dai Comuni che prevedono la partecipazione a lavori di pubblica utilità.

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