Chi paga la Cassa Integrazione

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A chi spetta il pagamento della Cassa Integrazione?
Da dove viene preso il denaro che serve a dare sostentamento ai dipendenti che sono stati momentaneamente allontanati dal proprio posto di lavoro?
Vediamo brevemente chi paga la Cassa Integrazione e qual’è l’ente che eroga i soldi.
Se invece vuoi prima sapere cosa è la cassa integrazione ti consiglio di leggere l’articolo dedicato: Cosa è la Cassa Integrazione

Chi la paga la Cassa IntegrazioneLa Cassa Integrazione è un sussidio gestito dall’INPS concesso in particolari condizioni ai lavoratori che hanno perso il lavoro perché le aziende non ne hanno più bisogno, oppure devono farne a meno per un determinato periodo in seguito a crisi della produzione derivanti da diversi avvenimenti.
È una sorta di misura cautelare che va in aiuto alle ditte in periodi di crisi e permette loro di non dover decidere per misure drastiche come il licenziamento in massa dei suoi dipendenti.
Cercheremo dunque di dare una risposta alle vostre domande e chiarirvi come funzionano i pagamenti della Cassa Integrazione.

Pagamento Cassa Integrazione

Il Decreto legislativo luogotenenziale del 9 novembre 1945, n. 788, di cui potrete trovare il testo integrale al link www.gazzettaufficiale.it, ha introdotto e regolamenta la Cassa Integrazione, molte poi le modifiche apportate anche alla luce dei diversi casi di emergenza che si sono avuti in Italia.

Quindi come già detto la Cassa Integrazione è un ammortizzatore sociale che arriva a sostegno di quelle aziende che in particolari momenti storici hanno problemi nella gestione del personale e per far quadrare i conti devono vedersi alleggerire del peso dei loro stipendi.

Come detto in precedenza chi paga la cassa integrazione è l’INPS, che si impegna a versare integralmente o una percentuale dello stipendio al lavoratore a seconda del tipo di Cassa Integrazione richiesta.

A seconda dei soggetti che ne beneficiano può essere:

  • ordinaria: integra o sostituisce lo stipendio dei dipendenti in ambito di industria o edilizia, che si sono visti ridurre il loro orario di lavoro per gravi avversità delle intemperie stagionali, situazioni temporanee del mercato o eventi momentanei che dipendono dal comportamento del datore di lavoro.
    Questi soggetti hanno diritto a un’indennità pari all’80% della retribuzione calcolata su un massimo di 40 ore settimanali di lavoro.
    La domanda va presentata alla sede INPS di competenza.
    Dopo un primo periodo è possibile chiederla nuovamente ma il lavoro regolare deve essere stato ripreso almeno per 52 settimane;
  • straordinaria: interviene nel caso di fallimento dell’azienda, di chiusure per ristrutturazioni o per crisi dell’attività del settore, dell’azienda o del territorio.
    Questo tipo di Cassa Integrazione è finanziata e approvata dal ministero del Welfare.
    Le aziende per accedere a tale ammortizzatore sociale devono rispondere a dei canoni come avere più di 50 dipendenti se si tratta di aziende per il commercio, 15 dipendenti se si tratta del settore viaggi, è sempre accessibile per i dipendenti delle compagnie aeree e le imprese aeroportuali. L’indennità che si riceve è pari all’80% della retribuzione e ulteriore condizione è che ci sia una rotazione tra i dipendenti per cui è richiesta;
  • in deroga: pagata anche essa dall’INPS è stata pensata per tutte le categorie che in normali condizioni non avrebbero accesso al contributo.
    È infatti pensata per i dipendenti di settori specifici.
    La percentuale di stipendio che viene corrisposta è pari all’80% della retribuzione calcolata sulle effettive ore di lavoro e comunque sempre nel limite di 40 ore settimanali di lavoro.
    È concessa per un massimo di 36 mesi all’interno di un quinquennio.

Conclusioni

La Cassa Integrazione è solo uno degli ammortizzatori sociali che aiutano le famiglie nei momenti di difficoltà economica e lavorativa.
Suddivisa in 3 tipologie a seconda dei soggetti per i quali è richiesta.
Abbiamo visto che è l’INPS che paga la cassa integrazione ai lavoratori e che ci sono 3 tipi di cassa integrazione, che determinano 3 tipi di calcolo dello stipendio durante la cassa integrazione.

Parleremo di ordinaria per i dipendenti a cui è stato ridotto l’orario di lavoro in seguito a problematiche di tipo ambientale o interne all’azienda stessa, in deroga per i lavoratori di settori specializzati.
Entrambe le tipologie prevedono l’erogazione da parte dell’INPS di una quota pari all’80% delle retribuzione.
La Cassa Integrazione straordinaria invece è valutata e erogata dal ministero del lavoro ed è erogata ai dipendenti si aziende in procinto di fallimento o che stanno provvedendo a ristrutturare i propri ambienti.

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