Intervenire sulle dispersioni termiche per conseguire un risparmio energetico in bolletta

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Si dibatte spesso sul tema del risparmio energetico, una problematica particolarmente sentita considerando la raffica di aumenti che periodicamente colpisce chi è proprietario o affittuario di un appartamento. Ma riuscire a pagare una minor spesa in bolletta è possibile solo partendo da un comportamento volto a limitare emissioni ed inquinamento ambientale! Per questo risolvere il problema delle dispersioni termiche è importante.

Oltre a pensare al portafoglio è bene comprendere che il “giusto” utilizzo di energia fa bene non solo a noi stessi ma soprattutto all’ambiente che ci circonda e all’intera comunità.

dispersioni termiche

Un esempio di cui vogliamo parlare oggi riguarda proprio le spese per il riscaldamento interno ed il raffrescamento; queste sono due delle voci che maggiormente vanno a colpire l’importo finale in bolletta energetica, e il loro utilizzo è strettamente vincolato al senso di benessere che si percepisce all’interno dell’appartamento (esiste anche un termine specifico che definisce questa sensazione, ossia “benessere termoigrometrico”).

Pensate a quanto è il tempo effettivo di utilizzo dei vostri riscaldamenti e condizionatori; se ritenete di tenerli accesi troppo a lungo allora c’è qualcosa che non sta andando come dovrebbe.

Ricordate sempre che un utilizzo intensivo influirà molto negativamente sulla bolletta che vi arriverà a casa.

Ecco perché abbiamo pensato di parlare con chi si trova quotidianamente a fornire soluzioni per ridurre le dispersioni termiche per chi ha necessità di conseguire il risparmio energetico in casa, migliorando soprattutto il benessere termico percepito con l’ausilio della coibentazione termica.

Federico Calvanelli è titolare di Coibentare Casa, una ditta che realizza interventi di isolamento termico all’interno di abitazioni e condomini; con lui abbiamo voluto parlare di come è possibile migliorare l’importo della bolletta energetica partendo dalla riduzione dei consumi per termosifoni e condizionatori, aspetto di non poco conto, considerando l’incidenza di questa componente su una famiglia italiana.

Quanto influiscono le dispersioni termiche sul costo della bolletta energetica?

Una prima domanda che può introdurre l’argomento è la seguente: quanto influisce realmente il consumo di riscaldamenti e condizionatori sul totale della bolletta energetica?

L’utilizzo continuativo dei termosifoni e condizionatori risulta ad oggi il principale imputato dell’aumento dei costi in bolletta energetica.

Molte case risalenti a 30 o 40 anni fa sono state costruite senza particolari criteri di isolamento termico e ciò implica che questi edifici abbiano tutt’ora un’interazione passiva con l’ambiente esterno e con il clima corrispondente; il risultato è che chi abita al loro interno, in inverno si ritrova con stanze sempre fredde, mentre in estate si soffre il caldo anche durante le ore notturne.

Logica conseguenza di questa situazione è il ricorso eccessivo ai riscaldamenti e i condizionatori, unica soluzione per non trascorrere giornate al freddo (durante l’inverno) e notti roventi (durante l’estate).

L’uso del condizionatore influisce molto in bolletta; pensate che una famiglia media italiana, composta da 3-4 persone, e che tiene acceso il condizionatore per almeno 6 ore, può arrivare ad una spesa media di quasi 2 euro giornalieri, spesa facilmente raddoppiabile se il consumo dura per quasi tutta la giornata. Fortunatamente la funzione eco e l’utilizzo di modelli nuovi e più performanti riescono a ridurre i consumi, ma è il loro utilizzo quasi continuativo (per non dire cronico), al quale ci stiamo gradualmente abituando, che non fa bene alla nostra salute in primis e all’ambiente che ci circonda e soprattutto alle nostre tasche!

Per quanto riguarda il riscaldamento, questa è la componente più rilevante per la spesa energetica di una famiglia; i costi sono ovviamente dipendenti dalla grandezza della casa, dal grado di isolamento termico dell’involucro edilizio, dall’efficienza dell’impianto termo-idraulico e dalla zona climatica di appartenenza. Quali altri fattori incidono sulla bolletta energetica in negativo?

Sicuramente a far lievitare i consumi è l’utilizzo di elettrodomestici vecchi, anche per questo la stessa Unione Europea da alcuni anni ha stabilito l’applicazione di un’etichetta energetica europea che consente di far conoscere facilmente al consumatore quale tipo di valutazione viene data all’elettrodomestico in questione; questa, come vediamo quotidianamente, altro non è che una scala composta da 7 segmenti colorati che vanno dal verde (apparecchio molto efficiente), al giallo, al rosso (apparecchio con scarsa efficienza).

Scegliere elettrodomestici con alto grado di efficienza è di sicuro il consiglio principale.

Si può risparmiare anche sull’illuminazione artificiale, riducendola durante il giorno se non necessaria, oppure puntando su illuminazioni a led e a basso consumo. Oltre alla scelta consapevole degli elettrodomestici si può puntare sulla scelta di una tariffa per l’energia elettrica che sia la più adatta per le nostre esigenze (ci sono le tariffe monorarie per chi consuma di più durante il giorno, le biorarie per chi consuma di più nelle ore serali, o anche le tariffe con costi bloccati per un determinato periodo di tempo).

La nostra esperienza ci porta a considerare che molte case italiane sono deficitarie di una vera coibentazione termica, il che comporta un consumo anomalo e abnorme di energia sia per il riscaldamento che per il raffrescamento generando quella che in gergo viene definita “dispersione termica”

dispersioni termiche

Cosa sono le dispersioni termiche?

Sono solito paragonare la dispersione termica ad una situazione che tutti conoscono: immaginiamo di aprire un finestrino in macchina in pieno inverno mentre abbiamo il riscaldamento al massimo perché fa molto freddo! Ecco questo è quello che accade alla nostra casa se ci sono dispersioni termiche.

Una casa che disperde energia è esattamente questo, cioè un ambiente che non riesce a trattenere adeguatamente il calore prodotto dagli elementi scaldanti e che pertanto spreca tanta energia con conseguenti elevati costi di gestione senza risultati soddisfacenti da parte di coloro che abitano la casa.

Questa situazione si verifica soprattutto perché la casa non è costruita con dei materiali dalla buona capacità isolante (in edilizia diremmo che i materiali utilizzati presentano degli elevati valori di trasmittanza termica).

Esiste un valore che ci consente di capire se la nostra casa soffre di questa “patologia” oppure se al contrario è una casa a tenuta termica: l’APE (ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA) quel valore espresso in kWh/m2 per anno che indica quanto consuma una casa (la stessa cosa dei consumi km/l di una macchina per intenderci). L’Ape ha valori che vanno dalla A alla G.

Se la casa è in classe A o B non dovete preoccuparvi significa che la vostra abitazione non ha dispersioni termiche e pertanto starete in una buona situazione di comfort e di risparmio energetico. Al contrario se l’Ape attesta una classe F o peggio ancora G dovete assolutamente preoccuparvi perché abitate in una casa che ha bisogno di miglioramenti energetici

Perché la dispersione termica può innalzare le mie spese in bolletta energetica?

E’ una debita conseguenza del fenomeno descritto poco fa; se la casa non riesce a mantenere una temperatura ottimale, siamo costretti a ricorrere ad un uso massiccio dei riscaldamenti e condizionatori, a meno che non si voglia soffrire il freddo e il caldo. Ovviamente è scontato dire che la bolletta non può che essere salata nel momento in cui si consuma così tanta energia, pur con tutti gli accorgimenti del caso.

Come posso sapere se la mia casa ha dispersioni termiche se non ho l’APE ?

E’ molto semplice e lo potete fare senza l’utilizzo di particolari strumenti. sarà sufficiente possedere un termostato di casa e portarlo fino alla temperatura di 20 gradi (usiamo questo come valore di esempio in quanto è la temperatura ritenuta ideale in una casa).

Arrivati a sera mettiamo al minimo (tipo 10 gradi) il termostato, in modo che non intervenga in alcun modo durante la notte, e lasciamolo cosi per qualche ora… al mattino sarà sufficiente verificare la temperatura di casa riscontrata e fare un rapido calcolo della differenza con la temperatura iniziale.

Fino ai 2 gradi di differenza la situazione è positiva, non ci sono fenomeni importanti di dispersione termica, la cosa cambia ovviamente se la differenza va oltre i 3-4 gradi.. in questo caso è necessario apportare dei correttivi per ridurre questa problematica.

Gli interventi possibili in questo caso sono numerosi, dal cappotto termico all’isolamento termico delle pareti interne, è sufficiente parlare con un esperto del settore e scegliere insieme la strategia migliore

Che genere di intervento consiglia a chi vuole isolare casa ma senza spendere importi elevati?

Come in qualsiasi ambito si deve fare una valutazione costi/benefici e pertanto considerare l’intervento che meglio di altri consente di ottenere i migliori risultati a parità di costi o meglio ancora cono costi minori di altri.

Primo step di valutazione è quello di considerare attraverso un sopralluogo o semplicemente visionando la planimetria della casa il rapporto esistente tra superficie muraria e superficie occupata dalle finestre.

Se nella casa infatti le superfici delle pareti sono di gran lunga più elevate rispetto alle finestre allora è importante migliorare la coibentazione muraria al cospetto degli infissi, al contrario qualora siano le superfici finestrate preponderanti rispetto ai muri è da considerare plausibile il miglioramento degli infissi come priorità rispetto alle pareti.

Nel caso della coibentazione delle pareti un intervento su cui spesso ci concentriamo è l’isolamento termico delle intercapedini, che sono presenti in molte abitazioni di vecchia costruzione e che risultano essere fonte di importanti fenomeni di dispersione. Nelle intercapedini è spesso presente un vuoto importante, anche di parecchi centimetri, e questo comporta la formazione di correnti d’aria che devono essere minimizzate il più possibile.

A questo punto la coibentazione delle intercapedini diventa un modo intelligente per risolvere una problematica fastidiosa; forando la parete all’interno del quale è presente l’intercapedine, utilizziamo la cosiddetta tecnica dell’insufflaggio di schiume isolanti, che hanno la capacità di riempire il vuoto presente nei muri.

E’ un’operazione che effettuiamo nell’arco di una singola giornata lavorativa, si tratta di un intervento decisamente a buon mercato rispetto all’installazione di un cappotto termico ed è possibile far partire i lavori in totale autonomia senza alcun tipo di richiesta di autorizzazione anche se abitate all’interno di un condominio! (l’installazione di un cappotto termico è una scelta che deve essere presa dai condomini in assemblea e spesso non si hanno i numeri per l’approvazione, dato che c’è sempre qualcuno che si rifiuta di pagare).

Questo lavoro di insufflaggio possiamo farlo sia in case abitate (in tal caso dovrete soltanto ritinteggiare le parti trattate) sia in case in corso di ristrutturazione. L’intervento può essere eseguito internamente alla casa oppure dall’esterno.

Quale consiglio volete dare a chi vede l’isolamento termico come un costo?

Questo è un aspetto che mi preme sottolineare con forza; non pensate all’isolamento termico come una spesa da sopportare, bensì vedetelo come un investimento! Se viene effettuato un buon lavoro di coibentazione termica, i risultati che otterrete nel breve periodo saranno quelli di una migliore tenuta termica della temperatura di casa e sicuramente un minor ricorso a riscaldamenti e condizionatori, con un risparmio reale in bolletta energetica… ma nel medio-lungo periodo, quindi nel giro di pochi anni, il risparmio sarà tale che avrete ripagato le spese per l’intervento e anzi, inizierete pure a guadagnarci! Cosa che, con le tante spese di tutti i giorni che dobbiamo affrontare, è pur sempre un piccolo aiuto per noi e un grande aiuto per l’ambiente con minori emissioni nell’atmosfera.

L’intervento di insufflaggio termico gode delle detrazioni fiscali vigenti (50 e 65%) per questo il costo di una coibentazione per riempimento intercapedini si recupera in soli 2-3 anni!

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