Energy audit, Italia modello in Europa

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Nell’ambito dell’efficienza energetica, l’Italia si sta facendo sempre più spazio con grandi successi.
Soprattutto in termini di Audit energetico , o Energy Audit, e del suo potenziale per quanto riguarda le garanzie di efficienza nei consumi,
con attenzione al mondo delle piccole e medie imprese.energy auditCon strumenti hardware e software è possibile ottenere un’analisi di ciò che succede in ambito energetico nelle imprese soggette a precisi controlli.

Cos’è l’Energy Audit?

L’Energy Audit è “una procedura sistematica che sia mirata all’ottenimento di un profilo adeguato dei consumi energetici di un’impresa e quindi dei suoi edifici, impianti industriali o commerciali, servizi pubblici e privati“.
Con l’Audit energetico vengono segnalati anche i risultati conseguiti nel corso degli anni, in base a ripetuti controlli.
In origine l’obbligo dell’Energy Audit era valido solo per le grandi imprese ad alto consumo energetico.
Oggi il controllo si è invece esteso anche alle piccole e medie imprese con il decreto legislativo numero 102/2014.
In particolare sono coinvolte le PMI con un alto consumo energetico, le cosiddette le imprese energivore (che consumano oltre 2,4 Gwh).

Come funziona il controllo

Vengono adottate delle misure di controllo con la finalità di garantire l’efficienza energetica tenendo conto delle esigenze dell’azienda.
Il decreto del maggio 2015 stanzia 15 milioni di euro all’anno – fino al 2020 – per attività finalizzate a promuovere l’Energy Audit presso le imprese.
Questi fondi servono anche a co-finanziare l’acquisto da parte di un’azienda di sistemi di gestione energetica conformi all’ISO 50001.

L’Energy Audit è ripetuto ogni quattro anni.
Vengono escluse da questo controllo le imprese che possiedono macchinari conformi a ISO 50001, EN ISO 14001 ed EMAS.
Tutte le altre, oltre a doversi sottoporre all’Audit nei tempi richiesti, devono adeguare i loro impianti a ciò che viene considerato conforme alla legge,
e quindi adottare macchinari che garantiscano l’efficienza energetica come gli impianti di termoregolazione.

Il database in Italia

In Italia il database delle imprese soggette a questi controlli è tenuto dall’ENEA.
È stato rilevato che il numero delle imprese che hanno adeguato i loro impianti ed effettuato l’Audit energetico è costantemente in crescita.
Principale protagonista della crescita è il manifatturiero, un settore che ha molte opportunità di adeguamento in tema di risparmio energetico.
Ricordiamo che le attività di Energy Audit possono essere compiute solo da enti e professionisti esperti,
che hanno una particolare qualifica in questo campo e sono abilitati a svolgere questi controlli.

Le sanzioni per mancati controlli energetici

Le imprese che non eseguono controlli energetici possono essere soggette a cospicue sanzioni.
L’azienda che entro la scadenza non effettua i controlli previsti può essere soggetta ad una sanzione per un massimo di 40.000 euro.
Nel caso in cui l’Energy Audit non si dimostra conforme ai parametri stabiliti dalla legge, inoltre, è fissata un sanzione amministrativa fino a 20.000 euro.
Entro sei mesi dalla sanzione, l’impresa non ancora conforme alle norme stabilite, dovrà adeguarsi e presentare all’ENEA la dichiarazione di conformità in base ai controlli di Energy Audit.

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