Come è nato il bitcoin e perché

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I Bitcoin. Oramai ne sentiamo parlare da anni ma pochi si domandano come è nato il Bitcoin e soprattutto per quale motivo si è sentita la necessità di creare una moneta virtuale.
Vediamo di raccontare la storia, senza perderci in tecnicismi inutili, che ha portato un gruppo di persone a creare la moneta virtuale che oggi chiamiamo Bitcoin.

Come è nato il bitcoin

Come nasce e si sviluppa il bitcoin

Dal 2000 ad oggi abbiamo vissuto la grande crescita del web, in special modo per la vendita online.
Oggetti che compravamo nei negozi oramai vengono acquistati prevalentemente su internet.
Naturalmente le tecnologie a basso costo del web hanno aiutato l’espansione dell’e-commerce, sia per la vendita di prodotti del tutto legali, ma in special modo per la vendita di prodotti illegali.
Il vantaggio, e la criminalità organizzata lo sa bene, è che il web permette di eludere i confini nazionali, si possono fare acquisti in ogni stato del mondo senza mai doverci andare.
L’altro grosso aiuto che da internet al mercato di oggetti illegali è la possibilità di essere del tutto anonimi, visto che i prodotti non vengono acquistati di persona.

Acquisti anonimi in tutto il mondo

L’anonimità tra acquirente e venditore garantisce tutti e due.
L’impossibilità di essere riconosciuti è garanzia di impunità.
Ma se segui il denaro, grazie ai moderni sistemi di tracciabilità del denaro, l’impunità va a farsi benedire.
Serviva quindi uno strumento di pagamento che permettesse l’anonimato, così da eludere anche questi controlli sulla tracciabilità del denaro.
Fu così che nel 2009 un ragazzo, conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, ha creato il Bitcoin, con la sigla monetaria BTC.
Il lato oscuro della rete internet, chiamata DarkNet (o Deepweb) ha apprezzato enormemente questa nuova moneta.
Il risultato ottenuto è che gli e-commerce nel DeepWeb, che si chiamano Black Market, in cui si possono acquistare armi, droga e quanto di più illegale ci sia, sono passati immediatamente al BitCoin.
Ecco, in parole povere, come è nato il BitCoin.

La prima criptovaluta

La base del BitCoin, e a seguire delle altre criptovalute, sta nella permuta tra un bene reale e la moneta virtuale.
Essendo uno strumento finanziario che non è regolamentato da nessuna legge di nessuno Stato, e quindi non ha nessuno obbligo ne imposizione fiscale, si è fatto largo anche nel commercio legale.
Questo ci fa ricordare che l’economia criminale è sì contraria alle leggi dello Stato, ma non è contraria alle leggi del mercato.
Quando il mercato cresce in maniera rapida e semplice tutto sembra bello, e molti hanno dimenticato come è nato il Bitcoin e quale era il suo scopo.
Negli anni scorsi, prima del grande tonfo, il BitCoin era considerato addirittura un bene rifugio, e molti investitori internazionali ne hanno fatto largo uso.
Ricordo che 2 anni fa si parlava proprio di fondi di risparmio basati sul BitCoin e sulle criptovalute in genere.

Ripensamenti del mercato

Negli ultimi 2 anni le criptovalute hanno avuto oscillazioni così isteriche che i grafici iniziavano a sembrare più degli elettrocardiogrammi di infartuati che andamenti di una moneta.
Questo perché il Bitcoin, e le altre criptovalute,  non seguendo nessuna regola sono estremamente sensibili a cambiamenti e mode.
Per fare un esempio, se domani venisse inventata una moneta virtuale con limitazioni tecnologiche meno strette del BitCoin e i Black Market iniziassero ad usarla il BitCoin tenderebbe verso un valore prossimo allo zero.
Il grande crollo del BitCoin dell’anno scorso ha insegnato agli investitori del mercato legale che non è bene affidarsi a queste monete nel lungo periodo, e soprattutto che non possono essere considerati dei beni rifugio in momenti di stagnazione del mercato.

Ultimamente l’uso più intelligente che ho visto del BitCoin è l’uso come moneta cuscinetto, per quelle monete che stanno vivendo delle crisi pesantissime, come il Bolivar Venezuelano.
Chi ha potuto cambiare in BitCoin sicuramente si è salvato dall’enorme perdita di valore della moneta Sudamericana.
Resta il fatto che il controllo delle criptovalute è molto più difficile e complicato rispetto alle monete reali, ricordando sempre che il valore di queste monete dipende molto dall’uso di un mercato, il Black Market, che molti di noi non hanno mai visto e compreso.

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