Piani Individuali di Risparmio. La svolta per il mercato finanziario italiano

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Investire in piccole e medie imprese italiane in cambio di interessanti benefici fiscali.
In una sola parola PIR.
Ecco una sintesi che rende l’idea sui nuovi piani Piani Individuali di Risparmio, veri e propri contenitori di strumenti finanziari – azioni, obbligazioni, fondi, polizze – introdotti dal Governo con la Legge di Bilancio varata alla fine del 2016.

Piani Individuali di Risparmio

Senza sottrarre lo scettro al sistema bancario nazionale, l’ottimo risultato ottenuto dai PIR merita di essere sottolineato.
I dati a riguardo parlano chiaro. Il loro ingresso sul mercato è stato accolto con un entusiasmo che va ben oltre ogni più rosea aspettativa.

Cosa sono i Piani Individuali di Risparmio

L’obiettivo espressamente dichiarato dal Ministero dell’Economia è quello di canalizzare il risparmio delle famiglie italiane verso investimenti produttivi per favorire la crescita dell’intero sistema imprenditoriale italiano.
Di fatto i PIR Piani Individuali di Risparmio mettono a stretto contatto i cittadini in possesso di somme da investire e l’economia reale,
quella composta da PMI italiane che così facendo non avrebbero la necessità di ricorrere al credito bancario.

In questo modo sempre più imprese di ridotte dimensioni vengono stimolate a quotarsi in Borsa, più precisamente nel segmento AIM, per l’appunto il mercato di Borsa Italiana dedicato alle aziende che vogliono investire nella propria crescita.
Questo si contraddistingue per l’approccio equilibrato, la visibilità a livello internazionale e il processo di ammissione flessibile e innovativo.
Quindi i PIR fondi uniscono perciò il mondo della finanza a partire dal soggetto che stipulerà il contratto con il risparmiatore,
operazione che passa poi nelle mani del Governo che ha pensato bene di defiscalizzare il tutto.

Piani Individuali di Risparmio come investimento

Quella dei PIR investimento è una formula che allinea l’Italia ad altri paesi dell’Unione Europea come Francia e Regno Unito
che hanno adottato il sistema ormai da tempo.
Questa operazione ha consentito al settore di rifiatare consegnandogli nuove entrate a vantaggio delle PMI, storicamente penalizzate anche semplicemente nell’accesso al credito.
Per quel che riguarda le caratteristiche dell’investimento, questo deve essere di medio termine – almeno 5 anni –
e va intrapreso con una quota iniziale che va da un minimo di 500 fino a un massimo di 30mila euro l’anno.

Piani Individuali di Risparmio e benefici fiscali

Affinchè si possa godere dei benefici fiscali è necessario investire principalmente sul mercato italiano:
il 70% dei PIR deve infatti riguardare piccole o medie imprese italiane – in alternativa europee ma stabile sede in Italia,
mentre il restante 30% dell’investimento deve essere indirizzato verso aziende che non fanno parte dell’indice Ftse Mib di Borsa italiana.
Chi può usufruire dei Piani Individuali di Risparmio? Solo e soltanto persone fisiche.

Le più importanti banche e società finanziarie italiane come www.axa-mpsfinancial.ie/unit-multifondo-italia-pir hanno predisposto già da tempo dei propri Piani Individuali di Risparmio che sono stati messi a disposizione dei clienti.
I PIR sono nati con un intento davvero apprezzabile perché la volontà di supportare la piccola e media imprenditoria di cui si compone il sistema dell’industria all’italiana è sempre più grande.
Per questo possono rappresentare un investimento valido e sopratutto diversificato.

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