Aumento del bollo auto per le auto più inquinanti

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Automobilisti preparatevi a mettere mano al portafoglio ancora una volta.
Oltre all’ecotassa sulle auto nuove più inquinanti, con lo stesso meccanismo, ci sarà un aumento del bollo auto per le auto più inquinanti.
Cosa non si fa in nome dell’ambiente! Anche se il motivo più plausibile sono i problemi di denaro dello Stato.
Il nuovo bollo deriva dal protocollo «Aria pulita» firmato gli scorsi giorni a Torino.
I sei ministri di Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti, Politiche agricole e Salute hanno sottoscritto, insieme al Presidente del Consiglio, una serie di attività da mettere in piedi nei prossimi mesi per ridurre l’inquinamento.
O meglio, far pagare chi inquina di più.
Il nuovo aumento del bollo auto riguarderà direttamente le Regioni e le Province autonome, che sono i titolari della tassa automobilistica.

aumento del bollo auto

Con questo protocollo Aria Pulita l’aumento del bollo auto sarà soltanto  per i veicoli che inquinano di più, compresi i veicoli vecchi di 5 o 6 anni.
Si salvano dall’aumento solo le automobili di ultima generazione con i sistemi di riduzione di CO2, come gli ultimissimi Diesel o le auto ibride.

C’è l’impegno del ministero dell’Economia a elaborare una proposta legislativa per individuare criteri bonus malus (sul bollo auto ndr.)

Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Aumento del bollo auto e non solo

La notizia più curiosa è che modificheranno il bollo auto con un meccanismo simile alla RC Auto.
In pratica ci sarà un sistema simile al bonus malus in base al livello di inquinamento dell’automobile.
Sarà così possibile creare un aumento del bollo auto per i mezzi più inquinanti, molto più alto di quello pagato finora, ed un incentivo per chi invece inquina di meno.

Anche qua, oltre a fare cassa, pesano le direttive dell’Unione Europea in termini di inquinamento.
L’Italia infatti non si è mai allineata ai valori raccomandati dall’Unione Europea sia sulle emissioni di biossido di azoto sia sulle emissioni di particolato nell’aria, che sono quegli inquinanti prodotti dai motori a combustione.
Così il Governo ha deciso di adottare ben 17 nuove misure antinquinamento, o meglio di tassazione dell’inquinamento, che coinvolgeranno agricoltura, mobilità privata, riscaldamento privato, centrali a carbone e via dicendo.
Con la frase “disincentivare l’utilizzo di veicoli ad alte emissioni inquinanti” il Governo ha pensato bene di sovra tassare le auto più vecchie, non pensando che se un cittadino ha una auto vecchia è perché non ha i soldi per comprarne una nuova.

Ecotassa uguale superbollo

La nuova ecotassa, e la sua controparte ecobonus, è un bollo auto che costerà in base al consumo del veicolo.
In particolare sarà calcolato dal rapporto tra i consumi del carburante con le emissioni di CO2 e altri gas.
Ancora non sappiamo come sarà calcolato e come sarà pagato, ma ovviamente sarà legato a quello che era il vecchio bollino blu.
Questo significa anche che una auto che non è tenuta in buone condizioni, soprattutto per quel che riguarda marmitta e sonda lambda, si troverà a pagare un bollo salatissimo.
Ma se uno non ha i soldi per riparare l’automobile li avrà per pagare il superbollo?

Tassa iniqua

I poveri pagheranno più dei ricchi.
Il nuovo aumento del bollo auto è una nuova tassa non tassa che prenderà più soldi dai poveri, che non hanno la possibilità di cambiare auto, e che spesso già a fatica mantengono il loro mezzo di trasporto.
I ricchi invece, che possono acquistare una nuova auto in linea con le regole anti inquinamento si troveranno probabilmente ad avere degli sgravi fiscali, o dei bonus sul bollo auto.
Come diceva Petrolini: “è più facile prendere una lira a mille poveri che mille lire a un ricco”.
E questo è solo uno dei tanti sistemi che lo Stato sta mettendo in piedi per aumentare le tasse senza aumentare le tasse.

Il bollo auto a km

Il parlamento dell’Unione Europea, che è composto da persone intelligenti, ha consigliato di far pagare le tasse sull’inquinamento delle auto in base ai km percorsi.
Una soluzione molto intelligente, visto che una automobile spenta non inquina.
Purtroppo il Governo Italiano si è rifiutato di mettere in piedi questa soluzione, anzi, la soluzione proposta è l’esatto opposto.
Il nuovo bollo auto sarebbe sempre calcolato in base alla potenza del motore e alla sua classe ambientale d’appartenenza.
Tutto questo però cozza con i parametri inquinanti del 2007, anno in cui le auto ibride non erano neanche prototipi funzionanti.

Secondo questa classificazione una automobile Euro 4 è della stessa classe di una Euro 6D, ed oggi abbiamo motori da 900cc che erogano più potenza di un 1600cc del 2007.
In pratica si andrebbero a tassare allo stesso modo le city car di 5 anni fa come le grandi berline di 10 anni.

L’utopia del bollo auto Europeo

Tutto questo discorso sull’aumento del bollo auto per i veicoli inquinanti si scontra con la volontà dell’Unione Europea di introdurre un bollo auto uguale per tutti i cittadini europei, o come è indicata nei documenti europei una tassa sull’inquinamento.
Il protocollo firmato dal Governo sul nuovo aumento del bollo auto invece sembra andare esattamente nella direzione opposta.
Inoltre la cosa che più fa storcere il naso è che l’Italia è l’unico tra i grandi d’Europa ad avere il bollo auto così alto e legato alla potenza del motore anziché all’inquinamento prodotto.
Germania, Spagna e Inghilterra (anche se tra poco uscirà per la Brexit) hanno già da anni il bollo auto legato all’inquinamento, escludo la Francia perché in Francia il bollo auto semplicemente non esiste (fonte).

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