Sanatoria 2016 Badanti

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sanatoria-2016-badantiLa regolarizzazione di colf e badanti è molto semplice e oggi tale categoria di lavoratori in prevalenza di origine straniera ma anche italiani gode di tutele fino a qualche anno fa inesistenti o comunque non adeguatamene garantite dalla legge.
In due riprese, nel corso dell’ultimo decennio, governi di diverso colore politico hanno approvato e in seguito dato applicazione concretamente a provvedimenti di sanatoria, per consentire a migliaia di persone di mettersi in regola una volta per tutte con lo Stato fissando nero su bianco tempi e modi delle prestazioni svolte in ambito domestico.

Se si intende regolarizzare il lavoratore occorre in primo luogo inoltrare comunicazione tramite lettera di assunzione all’Inps con indicati numero di ore e il tipo di contratto (a tempo indeterminato o part time) da registrare, mentre il relativo prospetto paga ai sensi della normativa vigente ha carattere facoltativo e non obbligatorio.

Rimane sottratto alla discrezionalità del datore di lavoro invece tutto ciò che riguarda le ferie, i contributi periodici e infine il trattamento di fine rapporto del singolo collaboratore assunto.

Sanatoria 2016 Colf e Badanti: quali prospettive per la regolarizzazione?

Apposita menzione va in ogni caso fatta in sede contrattuale del preciso livello di inquadramento professionale del lavoratore domestico, di domicilio e residenza dello stesso oltre che della sede in cui viene a svolgersi l’attività di badante oggetto di regolarizzazione.

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L’attesa di una nuova sanatoria (non solo a beneficio di colf e badanti), prevista nei prossimi mesi del 2016 e da più parti invocata come strumento di essenziale importanza ai fini dell’emersione del lavoro nero, sulla base di precedenti misure già sperimentate sulla medesima materia, dovrà fare i conti con un futuro decreto flussi a cura del Ministero dell’Interno.

Allo studio dell’attuale esecutivo, vi sono da mesi nuove norme miranti a semplificare le procedure relative ai soggetti in possesso di tutti i requisiti richiesti in precedenza dalla legge italiana.

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Fondamentale, per chiunque voglia oggi avvalersi delle possibilità di regolarizzazione offerte dalla normativa attuale, è l’ausilio di personale qualificato in materia di assistenza fiscale e preparato sul diritto vigente.

In conclusione è bene ricordare che il decreto flussi 2016 da qualche settimana reso pubblico da parte del Ministero dell’Interno non è una regolarizzazione, cosa per cui bisognerà aspettare un’eventuale sanatoria di cui però ancora non si hanno notizie certe.
Il decreto flussi 2016 infatti di lavoratori come muratori, operai, colf e badanti non fa proprio menzione, dunque non potranno entrare in Italia, e nel caso siano già presenti su territorio senza permesso di soggiorno non potranno richiedere la regolarizzazione della loro posizione lavorativa.

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