La legge di bilancio 2027 prevede un fondo previdenziale per i neonati, chiamato Valore nuovi nati. Sarà istituito presso l’Inps e dal 1° gennaio 2027 lo Stato verserà 100 euro l’anno per ogni bambino, fino ai 18 anni. Secondo Milano Finanza, il costo iniziale sarà di 35,6 milioni, mentre a regime, tra 18 anni, arriverà a circa 680 milioni tra oneri diretti e minori entrate fiscali. I familiari potranno aggiungere versamenti volontari con una detrazione del 19%. La gestione andrà a Cassa depositi e prestiti.[1][2]
In breve
- Lo Stato versa 100 euro l’anno per ogni neonato dal 2027, per 18 anni, in una posizione intestata al minore presso l’Inps
- I parenti possono aggiungere fino a 1.000 euro l’anno con detrazione del 19%
- Il costo parte da 35,6 milioni e a regime arriva a circa 680 milioni
- A 18 anni le somme possono andare a un fondo pensione; la gestione è affidata a Cdp
Come funziona il fondo Valore nuovi nati?
Il meccanismo è stato annunciato dalla premier Giorgia Meloni il 28 ottobre e i dettagli sono arrivati con la bozza della legge di bilancio, uscita il 30 ottobre. Il fondo nasce presso l’Inps e, come riporta Milano Finanza, entro tre mesi dalla nascita l’istituto apre una posizione intestata al minore e ne informa i genitori. Su quella posizione lo Stato versa 100 euro all’anno fino al compimento del diciottesimo anno, così che il totale statale arrivi a 1.800 euro, prima degli eventuali rendimenti.[2][3][4]
Restano da vedere le regole su quei soldi, che per anni non si potranno toccare. Secondo quanto spiegato da Meloni, la somma non è tassabile né pignorabile e non può essere usata prima dei 18 anni, salvo un’emergenza straordinaria che richiede l’autorizzazione del giudice tutelare. Raggiunta la maggiore età, la premier ha indicato come possibili impieghi l’università, l’avvio di un’attività o la previdenza complementare. La bozza, invece, prevede che su richiesta del ragazzo le somme vengano trasferite a un fondo pensione.[3][2]
Quanto costa allo Stato?
Passando ai conti pubblici, il peso della misura cresce nel tempo. Il primo anno l’impatto sarà contenuto, perché riguarda soltanto i bambini che nasceranno nel 2027. Milano Finanza stima circa 350 mila nuovi nati e un onere iniziale di 35,6 milioni, coperto dal contributo di 100 euro che l’Inps assicura a ciascuno. Con il passare degli anni si sommano le coorti successive e le agevolazioni fiscali, fino a un costo di circa 680 milioni a regime, tra 18 anni.[1]
Un confronto con l’estero aiuta a misurare l’entità del contributo. La stessa Milano Finanza ricorda che anche la Germania dal 2027 darà un bonus ai neonati: 10 euro al mese, cioè 120 euro l’anno, investiti in un piano previdenziale scelto dai genitori o, in mancanza, dalla Bundesbank. A conti fatti, rispetto a quel livello i tedeschi avrebbero 20 euro l’anno in più (120 meno il valore italiano), anche se i due schemi differiscono nelle regole di gestione.[2]
I parenti possono versare di più?
Il fondo, d’altra parte, non è pensato solo per il contributo pubblico. La bozza consente a genitori, parenti fino al terzo grado e affini fino al secondo di versare volontariamente somme aggiuntive. Come scrive Milano Finanza, fino a 1.000 euro all’anno questi contributi sono detraibili al 19%. Facendo bene i calcoli, il 19% di 1.000 euro fa 190 euro di imposta in meno per chi versa il massimo previsto.[2][1]
Molti aspetti pratici, però, saranno definiti più avanti con un decreto. Secondo la bozza, un decreto del ministro del Lavoro, di concerto con il ministro dell’Economia, dovrà fissare entro 180 giorni dall’entrata in vigore criteri di attuazione, gestione finanziaria, modalità e frequenza dei versamenti, ipotesi di riscatto e comunicazioni ai beneficiari. Il decreto sentirà Inps, Banca d’Italia e Commissione di vigilanza sui fondi pensione.[2]
Chi gestirà il fondo e quanto può rendere?
Resta la domanda su chi amministrerà i soldi e con quali risultati. Il disegno di legge di bilancio affida la gestione a Cassa depositi e prestiti, che dovrà operare secondo «criteri di prudenza», come riportano Milano Finanza e il testo citato dalla testata. Nei giorni precedenti, in attesa della bozza, si era discusso anche di un ruolo di Poste e di operatori privati, ma il testo indica Cdp come gestore.[1][2][3]
Quanto al rendimento, Milano Finanza propone una simulazione. Ipotizzando un rendimento annuo netto del 5%, la testata calcola che a 18 anni il capitale sarebbe inferiore a 3 mila euro. Se la stessa cifra restasse investita fino alla pensione, a 67 anni, il montante supererebbe i 30 mila euro, da sommare alla pensione pubblica. Si tratta di un’ipotesi illustrativa, non di un rendimento garantito dal fondo.[3]
In sintesi
- Il quadro finale è quello di un salvadanaio pubblico a lungo termine. Il fondo Valore nuovi nati accompagnerà ogni bambino per 18 anni con 100 euro annui dello Stato, cioè 1.800 euro prima dei rendimenti, e potrà essere arricchito dai familiari con detrazione del 19% fino a 1.000 euro l’anno. Per le casse pubbliche si passa da 35,6 milioni nel primo anno a circa 680 milioni a regime. Il passo successivo è il decreto attuativo, previsto entro 180 giorni dall’entrata in vigore della norma, che fisserà regole di gestione, versamenti e riscatto.[1][2][4]
Fonti
- Milano Finanza: Il fondo Inps nuovi nati a regime costerà 680 milioni: ecco come potrà garantire la pensione futura
- Milano Finanza: Bebè, nasce il fondo Valore Nuovi Nati (Inps): ecco da zero a 18 anni quanto possono diventare 100 euro
- Milano Finanza: Anche Cdp e Poste nel salvadanaio previdenziale Inps per i bebè?
- money.it: Manovra 2027: bonus, congedo parentale e conto Inps per i nuovi nati, cosa cambia per le famiglie


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