Cosa sono le accise sui carburanti

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Se vuoi sapere in parole povere cosa sono le accise sui carburanti allora leggi la prossima fase.
Le accise sui carburanti sono tasse, che non seguono nessuna regola, che si aggiungono alle altre tasse che già esistono.
In particolare le accise sui carburanti sono quelle che più influiscono sul prezzo finale di un litro di diesel o benzina.
Certo c’è anche l’IVA che impatta sul prezzo, ma se facciamo i conti per benino scopriamo che per ogni euro che spendiamo per un litro di benzina in realtà paghiamo 0,72€ di tasse e 0,28€ di benzina.

Cosa sono le accise sui carburanti

Ecco perché bisogna capire sul serio cosa sono le accise sui carburanti, e quanto potremmo risparmiare se lo stato avesse un modo diverso di fare cassa.

Cosa sono le accise sui carburanti

L’idea delle accise sui carburanti è venuta in mente agli economi del regime fascista negli anni 30, andando a sostituire i dazi interni.
Una scelta purtroppo non così vantaggiosa nel lungo periodo, come abbiamo spiegato nell’articolo precedente,

Ogni volta che ci fermiamo alla pompa di benzina in realtà elargiamo soldi allo stato per far fronte ad una serie di calamità che sono successe all’Italia.
Ognuna di esse ha generato la creazione di una nuova accisa sui carburanti.
Queste sono le accise che ci portiamo avanti ancora oggi, anche se molte di queste calamità sono state risolte il secolo scorso.

Elenco delle accise sui carburanti “scadute”

Nel dettaglio per ogni litro di benzina o diesel paghiamo ancora le accise sui carburanti per:

0,000981 euro: finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez del 1956;
0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
0,00516 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
0,0511 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
0,0387 euro: ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
0,106 euro: finanziamento della missione ONU durante la guerra del Libano del 1982-1983;
0,0114 euro: finanziamento della missione ONU durante la guerra in Bosnia del 1996;
0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
0,005 euro: l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
0,0051 euro: terremoto dell’Aquila del 2009;
da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura nel 2011;
0,04 euro: arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
0,0089 euro: alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
0,024 euro: fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012;
0,005 euro: finanziamento del “Bonus gestori” e la riduzione delle tasse ai terremotati dell’Abruzzo
0,0024 euro: finanziamento di alcune spese del decreto Fare “Nuova Sabatini” (dal 1º marzo al 31 dicembre 2014)

Per un totale di 0,43€ (0,430391 per la precisione) per eventi morti e sepolti o che stanno in una fase di stallo da tantissimi anni, vedi l’Aquila oggi.

Le accise più surreali del mondo

Non sarei sorpreso di scoprire che l’Italia ha le accise sulla benzina più surreali del mondo, come la guerra in Etiopia, ma anche il finanziamento alla cultura, leggendo sui social dei terrapiattisti e altri complottismi è chiaro che non ha avuto i frutti sperati, ma anche le accise per acquistare gli autobus ecologici, anche se gli autobus sono strumenti delle municipalizzate.
Di sicuro per leggere la lista senza storcere la bocca serve molta ironia.
Dopotutto chi non si ricorda la grande crisi del canale di Suez? Se scoprono che dal 2015 è stato raddoppiato il canale capace che ci raddoppiano anche le accise!

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