Come mandare un accertamento fiscale ad una azienda o ad una persona fisica

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Hai un cliente che dopo innumerevoli solleciti non ha ancora pagato la fattura?
Il negozio concorrente vende a prezzi più bassi di te anche se sostiene le tue stesse spese perché evade l’IVA o non fa tutti gli scontrini?
O come è possibile che il tuo collega riesca ad avere un tenore di vita molto più alto del tuo anche se lo stipendio che avete è da fame?
Qualunque sia il motivo dietro c’è una evasione fiscale, che può, anzi deve essere denunciata.
Vediamo allora come mandare un accertamento fiscale ad una azienda o persona fisica che sia.

Vediamo quando è giusto chiedersi se ci sono comportamenti fiscali dubbi, e se è il caso, come si fa a mandare un accertamento fiscale nei confronti di queste aziende, società e persone.

Cosa è un accertamento fiscale

Se hai una attività ti sarà capitato sicuramente di avere clienti in ritardo con i pagamenti delle fatture, la maggior parte delle volte i clienti più onesti chiedono di prorogare il pagamento di una fattura scaduta per problemi economici.
Ma capita anche di vedere clienti che non pagano che poi si presentano con una nuova auto di grossa cilindrata, o nei social vederli in vacanza all’estero in posti esotici o costosi.
E non c’è nulla da fare, in pochi minuti sale la rabbia nel sapere che invece di pagare i debiti il tuo cliente spende in quel modo i soldi mentre tu non puoi neanche passare un weekend fuori con la tua famiglia.
Se hai un negozio invece ti sarai domandato più volte come fa il proprietario del negozio concorrente ad avere prezzi molto più bassi dei tuoi, sapendo le spese che deve sostenere, e vedendo che i clienti comprano da lui proprio per i suoi prezzi stranamente bassi.

In questi casi ti viene il dubbio che in queste situazioni ci sia sotto una evasione fiscale, o comunque una irregolarità finanziaria.
Ecco in questo caso si può presentare una segnalazione all’Agenzia delle Entrate, in cui viene indicato il motivo o il sospetto per cui si chiede un accertamento fiscale.
L’accertamento fiscale è una attività dell’Agenzia delle Entrate che serve a controllare se l’azienda o il privato siano in regola con l’attività svolta.
Come spiegato sul sito dell’Agenzia delle Entrate,  un accertamento fiscale segue procedure diverse in base al tipo di soggetto coinvolto.

Se la denuncia all’Agenzia delle Entrate è ritenuta attendibile allora l’Agenzia inizia facendo i controlli automatici e formali delle dichiarazioni fiscali.
A questo punto, a seconda del tipo di illecito finanziario l’Agenzia delle Entrate può procedere inviando inviti al contraddittorio e i questionari, e nei casi più gravi, iniziare attività istruttorie esterne come controlli mirati e verifiche fiscali.
Se si arriva al reato finanziario possono poi partire le indagini ed eventualmente l’attività chiamata di “tutoraggio” per le imprese di grandi dimensioni e proseguire il suo corso legale.

Se c’è reato l’Agenzia delle Entrate invia una richiesta di rettifica della posizione reddituale, che inizia inviando l’avviso di accertamento.

Cos’è l’avviso di accertamento fiscale

L’avviso di accertamento fiscale è un atto inviato dall’Agenzia delle Entrate che indica la chiusura del controllo, nel quale viene indicato anche il risultato dell’attività istruttoria e anche il risultato prodotto dai vari metodi accertativi utilizzati dall’Agenzia stessa.
In pratica abbiamo due casi, se l’accertamento fiscale viene fatto ad una persona fisica verrà inviato il risultato dell’accertamento sintetico del reddito complessivo; se l’accertamento fiscale viene fatto ad una azienda o ad un imprenditore allora sarà un accertamento contabile o induttivo.

Come indicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate:

L’avviso di accertamento deve essere sempre motivato, a pena di nullità, e deve indicare:

  • gli imponibili accertati e le aliquote applicate
  • le imposte liquidate, al lordo e al netto delle detrazioni, delle ritenute di acconto e dei crediti d’imposta
  • l’ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni nonché il responsabile del procedimento
  • le modalità e il termine del pagamento
  • l’organo giurisdizionale al quale è possibile ricorre

 

Se l’accertamento da esito positivo allora il controllato, persona fisica o azienda che sia, può decidere se accettare il responso dell’indagine e, se rinuncia a fare ricorso, a pagare il dovuto in maniera ridotta.

Come funziona la richiesta di accertamento fiscale

Si può chiedere di iniziare un accertamento fiscale ad una azienda o ad una persona fisica ma, per non correre il rischio di vederlo annullato, non deve avvenire in forma anonima.
Questo significa che durante le indagini può capitare che l’accusato venga a sapere nome e cognome della persona che ha fatto la richiesta dell’accertamento fiscale.

Inoltre non ha senso chiedere un accertamento fiscale senza prove basandosi solo su supposizioni.
Questo serve ad evitare false denunce dovute a sospetti privi di fondamento o solo per ripicca o invidia per gli affari.
L’Agenzia delle Entrate deve anche saper tutelare i contribuenti da stupide ripicche tra concorrenti o brutte invidie.

Per questo bisogna dimostrare con delle prove che c’è stato un illecito.
Un illecito valido per un accertamento fiscale può essere:
– l’acquisto di un bene o un servizio senza fattura o scontrino;
– l’acquisto di un bene o un servizio fatturato ma non pagato, in questo caso l’acquirente potrebbe godere di detrazioni o scorpori per somme che in realtà non ha pagato;
– oppure il caso di fatture con irregolarità nel calcolo’Iva o di altre imposte e che per tutelarsi da accertamenti personali denunci il responsabile;
– infine il caso di un lavoratore dipendente che vede che non ha avuto il versamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro.

Per iniziare la procedura che termina con un accertamento fiscale ci sono diversi modi.
Appurato che si hanno le prove necessarie ci si può recare presso la stazione più vicina della Guardia di Finanza, o se non ci sono stazioni della GdF vicine si può telefonare al numero 117 della Guardia di Finanza che, una volta appurato che si hanno delle prove valide, invierà un incaricato a verbalizzare la denuncia.
Altra strada che possiamo percorrere per mandare un accertamento fiscale ad una azienda o ad una persona fisica è quello di inviare una raccomandata alla Agenzia delle Entrate, allegando se possibile una copia delle prove.

Le segnalazioni anonime all’Agenzia delle Entrate

Chi è del mestiere sa che è possibile inviare una segnalazione anonima all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza,  ma non è una buona idea e vi spieghiamo perché.
Una segnalazione anonima ha due motivi per non essere fatta.
Sia la Guardia di Finanza che l’Agenzia delle Entrate non sono costrette a tenere conto delle segnalazioni anonime, e pertanto non sono tenuti a fare controlli ne tanto meno ad avviare indagini.

Anche se le prove inviate sono valide l’Agenzia delle Entrate ma soprattutto la Guardia di Finanza non avrebbe la possibilità di fare indagini profonde, con perquisizioni, intercettazioni e sequestri.
Questo significa che l’Agenzia delle Entrate non potrebbe neanche richiedere al giudice la possibilità di indagare al domicilio fiscale della persona accusata, e quindi non potrebbe fare le verifiche necessarie.
Quindi, tranne in rari casi in cui ci siano prove di un reato realmente grave, le segnalazioni anonime non danno mai il risultato sperato.

Cose da sapere prima di mandare un accertamento fiscale

Abbiamo detto che una denuncia per mandare un accertamento fiscale si può fare al 117 o presentandosi personalmente al comando più vicino della Guardia di Finanza.
Per avere una denuncia valida e per non perdere tempo ricordate di portare documento di identità valido, perché è necessario fornire i propri dati personali, essendo però coscienti che la nostra identità può essere fornita al soggetto denunciato su sua richiesta.
Portare copia dei documenti che siano delle prove o dei seri indizi dell’evasione fiscale, ricordate che se il soggetto è in regolarità contributiva ogni accertamento dell’Agenzia delle Entrate o della Finanza sarebbe dichiarato nullo.
Per le semplici irregolarità fiscali esistono già dei moduli da compilare presso la Guardia di Finanza per denunciare la mancata emissione della documentazione fiscale obbligatoria per legge, ossia fatture o scontrini.

Se mando un accertamento che rischi corro?

Il rischio è che l’interessato richieda informazioni sul soggetto che ha richiesto l’accertamento fiscale, e se indica un reato e non una semplice irregolarità fiscale, può trasformarsi in una querela per calunnia.
La calunnia è il reato penale che si rischia, e di cui si può venire accusati finché le indagini vengono concluse.
Nel caso in cui le indagini finiscano a favore della persona di cui abbiamo  richiesto l’accertamento fiscale, quindi risulti innocente, potremmo essere costretti a pagare il danno creato.

Non ci sono rischi invece se l’accertamento fiscale non indichi un reato ma una semplice irregolarità fiscale, che può essere una mancata fattura o un errore sull’applicazione dell’IVA.
Questo perché la segnalazione è fatta in “buona fede”, ossia non è stata fatta per danneggiare l’accusato, ma solo per informare le autorità di un errore.

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