Il decreto bollette bis, che doveva introdurre un tetto al prezzo del gas usato dalle centrali termoelettriche, non è stato discusso dal Consiglio dei ministri del 28 ottobre, che ha invece dato il via libera alla manovra 2027 da 26 miliardi. Il price cap, indicato in 58,9 euro per megawattora per 12 mesi, resta quindi una misura annunciata e non ancora approvata. Intanto il 29 ottobre il prezzo dell’elettricità all’ingrosso, il PUN, è salito a 278,47 euro per megawattora, il livello giornaliero più alto da dicembre 2022.[1][2][3]
In breve
- Il decreto bollette non è passato dal Cdm del 28 ottobre
- Il tetto riguarda il gas delle centrali, non quello di famiglie e imprese
- Gli esperti discutono costi, export e benefici netti
- Il PUN è a 278,47 euro e il gas TTF ha toccato 100 euro
Che fine ha fatto il decreto bollette?
Il testo era atteso sul tavolo del governo, ma il Consiglio dei ministri del 28 ottobre si è concentrato sulla manovra 2027 e il provvedimento è rimasto fuori. Come riporta il Corriere, tra le misure anticipate c’è un price cap sul gas a 58,9 euro per megawattora, con durata di 12 mesi prorogabile fino a un massimo di 18. Per ora, dunque, il tetto non è legge.[2]
Il rinvio è stato motivato in modo tecnico. Secondo Firstonline il decreto è stato rinviato per ulteriori modifiche tecniche, e il tetto ipotizzato è di 59 euro per megawattora, sulla base dell’intesa raggiunta con l’Unione europea. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin aveva indicato il valore economico della misura tra uno e due miliardi di euro, e aveva spiegato che l’attuazione spetterà ad Arera, l’autorità dell’energia. Dopo il via libera del Cdm servirà anche la notifica a Bruxelles.[3][4]
Come funzionerebbe il tetto al gas?
Il tetto non fermerebbe il prezzo del metano sul mercato italiano, né quello pagato da famiglie e imprese. Secondo QualEnergia, le centrali continuerebbero ad acquistare il gas ai prezzi effettivi e riceverebbero un rimborso, così da offrire l’elettricità come se costasse meno. Lo scopo è ridurre il prezzo all’ingrosso: quando una centrale a gas è l’ultima necessaria per soddisfare la domanda, infatti, è la sua offerta a fissare il prezzo per tutti.[4]
Un esempio numerico aiuta a misurare l’effetto. Con un gas a 85 euro, un tetto a 60 e un rendimento del 55%, la componente combustibile dell’offerta di un ciclo combinato scenderebbe in teoria di circa 45 euro per megawattora elettrico. Conta però quante ore il gas fissa il prezzo: la relazione tecnica della prima versione del decreto ipotizzava l’80%, mentre un’elaborazione di Francesco Marasco sui dati GME indica il 52,5% delle ore nel 2025.[4]
Quali dubbi sollevano gli esperti?
Sul beneficio reale le opinioni non coincidono. Edoardo Beltrame, consulente tecnico, sostiene che il vantaggio per famiglie e imprese vada misurato al netto di compensazioni e maggiori costi di approvvigionamento. Alessandro Marangoni di Althesys non esclude un saldo positivo, ma avverte che alcune categorie, come chi ha contratti a prezzo fisso, potrebbero avere un effetto negativo.[1]
C’è poi il tema dei consumi e delle esportazioni. Michele Governatori del centro studi ECCO critica il fatto che il tetto incentivi a bruciare più gas. Se i prezzi effettivi restassero molto sopra i circa 60 euro del tetto, crescerebbero anche le compensazioni, e un’elettricità italiana più economica di quella dei Paesi confinanti potrebbe aumentare l’export, rischio che Pichetto Fratin ha chiesto ad Arera di valutare.[1][4]
Perché i prezzi dell’energia spingono per una soluzione?
Il contesto di mercato rende la questione urgente. Il gas europeo TTF ha toccato i 100 euro per megawattora il 28 ottobre, massimi da dicembre 2022, prima di scendere sotto quella soglia il giorno dopo. Secondo Finanzaonline pesano l’escalation in Iran, scorte europee al 75% circa e l’arrivo del freddo. Il PUN è passato dai 268,38 euro del giorno prima ai 278,47 del 29 ottobre.[1][5]
Il quadro internazionale resta incerto. Governatori ritiene che il voto israeliano del 27 ottobre renda più credibile un prolungamento della guerra all’Iran. A conti fatti, 278,47 meno 268,38 fanno 10,09 euro in più per megawattora in un solo giorno, un rialzo che mostra quanto il prezzo dell’elettricità resti legato a quello del gas.[1]
In sintesi
Per capire dove porta la vicenda bisogna guardare ai prossimi passi. Il tetto a circa 59 euro per megawattora, valutato tra uno e due miliardi di euro, non ha ancora superato il Consiglio dei ministri e richiederà poi la notifica a Bruxelles e l’avallo sugli aiuti di Stato. Intanto il PUN a 278,47 euro e il TTF che ha toccato 100 euro mostrano la pressione sui prezzi. Resta da seguire la nuova data del Cdm per il decreto e il ruolo di Arera nell’attuazione.[1][4][2][3]
Fonti
- qualenergia: Caro bollette, le possibili soluzioni oltre il tetto al gas
- Corriere Economia: Manovra 2027, via libera del governo: fondo previdenziale per i neonati da 100 euro, Irpef al 33% fino a 55.000 euro. Slitta il decreto bollette
- firstonline.info: Manovra 2027, via libera del Cdm alla bozza da 26 miliardi: taglio Irpef, bonus e pensioni. Slitta il decreto bollette
- qualenergia: Tetto al gas, il Dl Bollette taglierebbe il prezzo catturato del FV di 16 €/MWh
- finanzaonline.com: Gas europeo oltre quota 100 euro: torna l’incubo energetico e si complica la partita della BCE


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