Manovra 2027: Irpef al 33% fino a 55mila euro e flat tax a 100mila

La manovra 2027 da 26 miliardi alza il secondo scaglione Irpef a 55mila euro e il forfettario a 100mila, con un premio per gli under 30.

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Manovra 2027: Irpef al 33% fino a 55mila euro e flat tax a 100mila


Il Consiglio dei ministri ha approvato il 28 ottobre la legge di Bilancio 2027, che vale circa 26 miliardi di euro e dovrà ora passare dal Parlamento. Tra le misure che toccano più da vicino i lavoratori ci sono l’allargamento del secondo scaglione Irpef al 33% da 50mila a 55mila euro, l’innalzamento del regime forfettario per le partite Iva da 85mila a 100mila euro di ricavi e un premio da 2.500 euro tassato all’1% per i dipendenti under 30. Restano da sciogliere i nodi sull’Iva con Bruxelles.[1][2][3][4]

In breve

  • Irpef al 33% fino a 55mila euro: risparmio massimo di 500 euro l’anno, costo di 1,2 miliardi.
  • Forfettario fino a 100mila euro, ma sopra gli 85mila le regole Iva restano quelle ordinarie.
  • Premio under 30: 2.500 euro di aumento tassati all’1%, per un solo anno.
  • La manovra pesa 26 miliardi e si regge su deficit in deroga e contributi di banche e assicurazioni.

Quanto fa risparmiare il taglio dell’Irpef?

Cominciamo dalla misura che il governo aveva indicato come la più qualificante. Il taglio dell’Irpef per il ceto medio è rimasto nella manovra, ma in forma ridotta rispetto alle promesse iniziali. Dal 2027 il secondo scaglione, quello con aliquota al 33%, sale da 50mila a 55mila euro: sulla quota di reddito compresa fra le due soglie si pagherà quindi il 33% anziché il 43%. Il provvedimento, ancora soggetto all’esame del Parlamento, riguarda sia i lavoratori sia i pensionati, come precisa il Corriere.[3][4]

Il vantaggio per il singolo contribuente si misura con un calcolo semplice. Il risparmio cresce di 100 euro ogni mille euro di imponibile oltre i 50mila: chi dichiara 51mila euro ne risparmia 100, con 53mila il beneficio è di 300, e a 55mila si raggiunge il massimo di 500 euro l’anno, che spetta anche a chi dichiara di più. Chi resta sotto i 50mila euro non ha alcun vantaggio. I conteggi, ricorda il Corriere, riguardano l’imponibile fiscale e l’Irpef lorda prima delle detrazioni.[4]

Anche il costo per lo Stato racconta quanto il taglio sia stato ridimensionato. Portare la soglia a 60mila euro sarebbe costato 2,7 miliardi, contro gli 1,2 stanziati per la versione a 55mila. Nei calcoli del governo riportati da Sky TG24, il risparmio massimo sale a 1.200 euro se si considerano anche i tagli dal 2022. Secondo il Sole 24 Ore, oltre metà del costo verrà da banche e assicurazioni, mentre il Corriere ricorda l’insistenza di Forza Italia per inserire la misura.[1][2][3]

Cosa cambia per le partite Iva con la flat tax a 100mila euro?

Sul fronte degli autonomi la novità riguarda invece il tetto dei ricavi. La manovra alza da 85mila a 100mila euro il limite di ricavi e compensi per restare nel regime forfettario, la flat tax per gli autonomi. L’aliquota non cambia: resta al 15%, ridotta al 5% per le nuove attività. Chi supera gli 85mila euro senza arrivare ai 100mila potrà mantenere il regime anche l’anno successivo, mentre oggi ne esce dall’anno seguente; oltre i 100mila l’uscita è immediata, come spiega il Corriere.[5][4]

Il nodo più complicato, però, resta l’imposta sul valore aggiunto. Come riferisce Sky TG24, per adeguarsi alle norme europee dal 1° gennaio scatterà un doppio regime: fino a 85mila euro si mantengono l’imposta agevolata e le semplificazioni Iva, mentre per la fascia compresa tra 85mila e il tetto massimo si applica soltanto l’aliquota fissa, con le regole ordinarie sull’Iva. Chi rientra nella fascia superiore dovrà quindi fatturare con Iva e presentare liquidazioni e dichiarazione. La premier Meloni ha precisato che con la Commissione europea è in corso una trattativa.[5][3][4]

Secondo le stime del Corriere, riferite a un professionista senza cassa e iscritto alla Gestione Separata, con 90mila euro di compensi il prelievo tra imposte e contributi scende da circa 33.500 a 26.100 euro, cioè 7.450 euro in meno. Con compensi pari a quel tetto si passa da 38mila a 29mila euro. Meloni ha spiegato che la flat tax su quella soglia costa «solo» 260 milioni, contro i 2,7 miliardi dell’Irpef al 33% fino a 60mila.[3][4]

Come funziona il premio da 2.500 euro per gli under 30?

Per i più giovani il governo ha scelto una strada diversa, quella del premio. Annunciando la misura al termine del Consiglio dei ministri, la premier ha parlato di un premio per i giovani lavoratori under 30, con 2.500 euro tassati all’1%, da ricevere in 12 mensilità oppure in un’unica soluzione. Tecnicamente, spiega Sky TG24, è un’imposta sostitutiva dell’1% sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente, introdotta per il 2027 e dentro limiti di reddito e di importo. Sale inoltre a 2.000 euro il tetto di esenzione dei fringe benefit per chi ha fino a 30 anni.[1][6]

Il Corriere ipotizza un impiegato di 29 anni con 30mila euro lordi l’anno il cui stipendio sale di 2.500 euro lordi nel 2027. Al netto dei contributi Inps pagherebbe circa 23 euro di tasse e gliene resterebbero in tasca circa 2.250, contro i circa 1.340 con la tassazione normale. A conti fatti, 2.250 meno 1.340 fanno circa 900 euro di risparmio l’anno. Il tetto di reddito per accedere alla misura non è stato ancora fissato.[4]

Quanto vale la manovra e chi la finanzia?

La legge di Bilancio vale 26 miliardi nel 2027, 2,5 miliardi in più rispetto al Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles, grazie alla flessibilità ottenuta dalla Ue sulle spese in deficit per l’energia, scrive il Corriere. Per il Sole 24 Ore il totale è composto da 12 miliardi più le due clausole su energia e difesa. Circa 9 miliardi servono a confermare gli interventi della manovra dell’anno scorso.[2][3]

Sul lato delle coperture pesano soprattutto alcuni settori. Secondo il Corriere, 14 miliardi arrivano dal deficit, divisi a metà tra difesa ed energia, circa 5 miliardi da banche e assicurazioni, circa 700 milioni dai giochi e altrettanti dalle società energetiche, più 1 miliardo di risparmi nei ministeri. Il Sole 24 Ore scrive che il conto di banche e assicurazioni potrebbe salire verso 5,5-6 miliardi, con l’addizionale Ires al 3%, e che gli aumenti sui tabacchi previsti per il 2028 sono anticipati a metà 2027.[2][3]

In sintesi

Il quadro finale è quello di una manovra ancora tutta da discutere. La manovra da 26 miliardi approvata il 28 ottobre porta il secondo scaglione al 33% fino a 55mila euro, con un vantaggio massimo di 500 euro l’anno, e allarga la flat tax a 100mila euro di ricavi. Gli under 30 avranno 2.500 euro di aumento tassati all’1% per un solo anno. Il testo deve ancora passare dal Parlamento e, per l’Iva sul forfettario, è in corso la trattativa con Bruxelles citata da Meloni.[2][3][4]

Fonti

  1. Sky TG24 Economia: Manovra 2027, bonus e misure per imprese, lavoratori e Partite Iva
  2. Il Sole 24 Ore: Irpef, giovani, partite Iva, anziani e banche: tutte le novità della manovra – 2,4 miliardi in più per il Ssn – Provvedimenti per 26 miliardi
  3. Corriere Economia: Manovra da 26 miliardi, tutte le misure: 100 euro l’anno per i neonati, Irpef al 33% fino a 55 mila euro e flat tax fino a 100 mila
  4. Corriere Economia: Irpef, flat tax per gli autonomi, giovani: cosa c’è in manovra sulle tasse
  5. Sky TG24 Economia: Flat tax fino a 100mila euro per le Partite Iva: le novità in Manovra
  6. soldionline: Manovra: arriva il premio under 30 da 2.500 euro, ecco come funziona

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