Dalle attività benefiche alla ricerca: come funziona e a chi può essere destinato il 5×1000

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Da un certo momento della vita in poi si impara che a volte è molto più bello donare che ricevere qualcosa.
L’emozione di vedere un bambino felice per aver ricevuto in dono il gioco dei suoi sogni, oppure il sorriso di una persona meno fortunata che può godere di un pasto caldo, piuttosto che di una cura specifica che gli salverà la vita, non hanno prezzo.
Esistono, a tal proposito, numerosi modi per poter sostenere delle associazioni di beneficenza, il cui elenco completo è presente anagrafe ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Si va dalle donazioni spontanee, ai lasciti testamentari, passando per l’acquisto di oggetti solidali, come bomboniere o pergamene adatte a tutte le più belle occasioni.
Infine, esiste anche un altro modo per poter fare del bene, donando attraverso il 5×1000 al momento in cui viene compilata la propria dichiarazione dei redditi annuale.

5x1000

Foto originale di Markus Winkler da Pixabay

 

Cos’è e come funziona il 5×1000

Iniziamo con il dire che cosa si intenda con 5×1000. Si tratta di una particolare misura fiscale che è entrata in vigore a partire dal 2006, con la legge Finanziaria approvata per quell’anno (precisamente la legge numero 266 del 23 dicembre 2005), inizialmente introdotta solo in forma sperimentale, non definitiva.
Il 5×1000 si può intendere come una piccola quota dell’imposta sul reddito, nota anche come IRPEF, che viene devoluta dallo Stato a enti terzi che portano avanti attività di interesse sociale in vari ambiti che vedremo a breve.
Per farlo, rispettando le scadenze fiscali del 5×1000 nel 2021, è necessario compilare il proprio modello di riferimento (730, Modello Unico o CU) nella sezione relativa al 5×1000, scegliendo ambito o associazione specifica cui donare la propria quota di imposta sul reddito.
Nel caso si decida di non indicare alcun ente specifico attraverso il suo codice fiscale, la somma devoluta verrà spartita equamente tra tutte le associazioni che fanno parte di quell’ambito. Per ogni anno è possibile esprimere una sola scelta. In caso di mancata firma di uno dei riquadri a disposizione, il contributo rimarrà nelle casse dello Stato.

A chi può essere destinato il 5×1000

Nel momento in cui si compila la parte della dichiarazione dei redditi relativa al 5×1000, si avranno davanti alcuni riquadri con diverse possibilità di scelta: la voce “Volontariato ed Onlus” è relativa all’ambito della beneficenza e dell’aiuto al prossimo sotto diversi punti di vista, come quello sanitario o quello economico; “Ricerca Sanitaria”; “Sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche”, ovvero enti sportivi legati al CONI che permettono anche a persone meno abbienti, over 60 e minorenni di praticare discipline sportive; “Tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali”; “Sostegno enti gestori di aree protette”.

Se si ha in mente un’associazione specifica, poi, facente parti di una di queste categorie, cui voler destinare l’intera quota ricavata dal 5×1000, basterà essere in possesso del codice fiscale appartenente alla ONLUS o all’ente ed inserirlo nell’apposito spazio presente nel riquadro, che andrà firmato subito dopo.
Anche istituti universitari o controllati dal MIBACT, oltre che il proprio Comune di appartenenza, possono essere beneficiari del 5×1000.

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