La proroga della misura Opzione Donna, introdotta dalla Legge di Bilancio (Legge 30.12.2024, n. 207), ha riacceso i riflettori sulla gestione dei tempi necessari per accedere a questo canale di pensionamento anticipato. Per le lavoratrici che intendono usufruire di questo strumento, la comprensione del cronoprogramma tra maturazione dei requisiti e decorrenza effettiva dell’assegno è fondamentale per una corretta pianificazione finanziaria.
Indice
Il termine per la maturazione dei requisiti
Il punto di partenza per ogni valutazione è il 31 dicembre 2024. Entro questa data, le lavoratrici devono aver maturato sia il requisito contributivo che quello anagrafico fissati dalla norma:
- Anzianità contributiva: Almeno 35 anni di contributi.
- Età anagrafica: Un’età pari o superiore a 61 anni, soglia che può essere ridotta di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni (arrivando quindi a 59 anni con due o più figli).
- Eccezioni sui requisiti: Per le lavoratrici licenziate o dipendenti di imprese in crisi, l’età richiesta è fissata a 59 anni a prescindere dal numero di figli.
È essenziale ricordare che i requisiti anagrafici e contributivi devono essere stati raggiunti entro il termine del 2024, mentre le condizioni soggettive (essere caregiver, avere un’invalidità civile pari o superiore al 74% o essere dipendenti di aziende in crisi) devono sussistere al momento della presentazione della domanda.
La “Finestra Mobile”: i tempi di attesa
Un aspetto critico della tempistica riguarda la cosiddetta finestra mobile, ovvero il periodo di attesa obbligatorio che intercorre tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza del primo assegno pensionistico. Questo differimento varia in base alla gestione previdenziale di appartenenza:
- Lavoratrici dipendenti: La decorrenza scatta dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti.
- Lavoratrici autonome: Il periodo di attesa si allunga a 18 mesi.
- Casi misti: Qualora la lavoratrice utilizzi contributi derivanti sia da lavoro dipendente che autonomo, si applica la finestra più lunga di 18 mesi.
Per il personale del comparto scuola e dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM), le date di decorrenza sono fisse e stabilite rispettivamente al 1° settembre e al 1° novembre di ogni anno.
Presentazione della domanda e “Cristallizzazione” del diritto
A differenza della maturazione dei requisiti, non esiste un termine ultimo perentorio per la presentazione della domanda di pensione. Una volta che i requisiti sono stati perfezionati entro le scadenze previste dalla legge (ad esempio entro il 31 dicembre 2024 per l’ultima proroga), il diritto si considera cristallizzato. Ciò significa che la lavoratrice può decidere di presentare la domanda in qualsiasi momento successivo, anche negli anni seguenti (come nel 2026), a patto che le condizioni di tutela (caregiver, invalidità, ecc.) siano presenti all’atto del reclamo.
In termini di gestione amministrativa, l’INPS prevede generalmente un termine ordinario di 30 giorni per l’emanazione dei provvedimenti relativi alle domande presentate.
Verso lo stop del 2026
Sebbene il diritto rimanga tutelato per chi ha già maturato i requisiti, le prospettive future indicano un cambiamento di rotta. Le fonti segnalano che la Legge di Bilancio 2026 non ha previsto un ulteriore rinnovo della misura, segnando uno stop definitivo per le nuove maturazioni a partire dal 1° gennaio 2026. Restano invece attive le altre forme di flessibilità in uscita come l’APE Sociale o la pensione anticipata ordinaria per chi non rientra nei tempi di Opzione Donna.
Il 2026 si prospetta come un anno di significativi cambiamenti per il panorama previdenziale e lavorativo italiano, segnato dalla mancata proroga di alcune misure storiche e dal rafforzamento di altre. In base alla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), ecco i principali eventi e novità:
Fine di “Opzione Donna” e “Quota 103”
La novità più rilevante è lo stop definitivo ai nuovi accessi per due canali di pensionamento anticipato molto utilizzati:
- Opzione Donna: La misura non è stata rinnovata. Dal 1° gennaio 2026 non è più possibile maturare nuovi requisiti per questa agevolazione.
- Quota 103 (Pensione Anticipata Flessibile): Anche questa forma di uscita (62 anni d’età e 41 di contributi) non ha ricevuto una proroga per chi matura i requisiti a partire dal 2026.
Tuttavia, resta salvo il “diritto cristallizzato”: chi ha maturato i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2024 per Opzione Donna o entro il 31 dicembre 2025 per Quota 103, potrà comunque presentare domanda di pensione nel corso del 2026 o in anni successivi.
A differenza di Opzione Donna, l’APE Sociale è stata prorogata per tutto il 2026. Le lavoratrici e i lavoratori appartenenti alle categorie tutelate (caregiver, invalidi civili al 74%, disoccupati o addetti a mansioni gravose) possono accedere al beneficio con 63 anni e 5 mesi di età e un’anzianità contributiva compresa tra 30 e 36 anni. Sono già previste scadenze specifiche per le istanze di verifica nel 2026: 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre.
Incentivi e Bonus in Busta Paga
- Bonus Giorgetti: È stato esteso al 2026 l’incentivo al posticipo del pensionamento. Chi matura i requisiti per la pensione anticipata ordinaria entro il 31 dicembre 2026 può rinunciare all’accredito dei contributi a proprio carico (circa il 9,19%) per riceverli direttamente in busta paga come somma netta esentasse.
- Incremento delle pensioni minime: Dal 1° gennaio 2026 è previsto un aumento della maggiorazione sociale di +20 euro mensili (“incremento al milione”) e un innalzamento dei limiti reddituali per accedervi.
- Decontribuzione Madri: Per tutto il 2026 prosegue l’esonero contributivo parziale per le lavoratrici (dipendenti e autonome) madri di due o più figli, a condizione che il reddito non superi i 40.000 euro annui e fino al decimo anno di età del figlio più piccolo.
4. Cambiamenti nel Sistema Contributivo
Viene introdotta una stretta sulla pensione anticipata contributiva (64 anni di età e 20 di contributi): la legge 199/2025 ha abrogato la possibilità di cumulare i fondi della previdenza complementare per raggiungere l’importo soglia necessario (pari a 3 volte l’assegno sociale, ridotto per le madri) per accedere a questo trattamento.
5. Altre misure lavorative e ammortizzatori
- Decontribuzione Sud: Per le assunzioni effettuate entro il 2025 nel Mezzogiorno, l’esonero contributivo prosegue nel 2026 con una misura ridotta al 20% (importo massimo 125 euro mensili).
- Cassa Integrazione (CIGS): È confermata la proroga per il 2026 degli interventi legati all’art. 22-bis del D.Lgs 148/2015 per le imprese in crisi.
- Riforme e scadenze amministrative: Sono citate in agenda una riforma dell’invalidità civile (dal 1° marzo 2026) e nuove scadenze per l’invio dei dati sul personale relativi al biennio 2024-2025 (entro il 30 aprile 2026).


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