Stellantis ha presentato il 28 ottobre i conti del terzo trimestre 2026: i ricavi sono saliti dell’1% a 37,6 miliardi di euro e la perdita netta si è ridotta del 90% rispetto allo stesso periodo del 2025, fermandosi a 453 milioni. Il miglioramento ha però un rovescio, perché il flusso di cassa industriale, cioè i soldi che la parte produttiva del gruppo consuma o genera, è rimasto negativo per circa 4 miliardi, più di quanto si aspettasse il mercato. Il gruppo ha confermato le previsioni per il 2026.[1][2][3]
In breve
- Ricavi a 37,6 miliardi (+1%) e perdita netta di 453 milioni, in calo del 90%
- La cassa industriale brucia 4,009 miliardi, oltre le attese
- L’Europa è l’unica regione con margine operativo negativo
- Confermate le previsioni 2026 e cassa positiva attesa nel 2027
Come sono andati i conti del trimestre?
Cominciamo dai numeri principali, quelli che hanno aperto le home dei giornali economici. Il terzo trimestre di Stellantis si chiude con un fatturato di 37,611 miliardi di euro, contro i 37,206 miliardi dello stesso periodo del 2025, e quindi con un aumento dell’1%. A conti fatti, 37,611 meno 37,206 fanno 405 milioni in più. Secondo Radiocor, il dato ha battuto il consenso degli analisti, fermo a 36,331 miliardi, e la crescita è stata sostenuta dai volumi in Europa allargata e in Sud America, saliti entrambi del 3%.[1]
Sul fronte dei profitti il confronto con l’anno scorso cambia davvero volto. La perdita netta di 453 milioni va confrontata con i 4,532 miliardi di un anno prima, quando i risultati erano stati appesantiti da voci straordinarie: la differenza è di 4,079 miliardi, da cui il calo del 90%. Le sintesi di ANSA e del Sole 24 Ore parlano in cifre arrotondate di una perdita di 500 milioni. L’utile operativo rettificato, che esclude le componenti non ricorrenti, è di 256 milioni, con un margine dello 0,7% contro lo 0,2% precedente.[4][5][1][2]
Perché la cassa preoccupa nonostante il miglioramento?
Il capitolo che ha attirato più attenzione, però, riguarda i soldi in uscita. Il flusso di cassa industriale del trimestre è negativo per 4,009 miliardi, un dato che Milano Finanza descrive come peggiore del consenso Bloomberg, fermo a 3,4 miliardi. A conti fatti, lo scarto è di circa 0,6 miliardi. Il risultato resta comunque meno pesante dei 5 miliardi ipotizzati da Ubs, e rispetto ai 4,304 miliardi bruciati nel terzo trimestre 2025 il miglioramento è di circa 300 milioni.[1][2]
Guardando all’intero periodo, il quadro appare meno scuro. Nei primi nove mesi la cassa industriale assorbita è di 4,93 miliardi, contro i 7,31 miliardi dello stesso periodo del 2025, mentre sempre nei nove mesi l’utile netto è di 217 milioni, a fronte di una perdita di 6,788 miliardi. La liquidità industriale disponibile a fine settembre è di 42,7 miliardi, il 26% dei ricavi degli ultimi dodici mesi, quindi dentro l’intervallo del 25-30% fissato dal gruppo come obiettivo, e la posizione finanziaria netta industriale resta positiva per 5,4 miliardi.[1][2]
Com’è andata nelle varie aree del mondo?
Il bilancio complessivo, intanto, nasconde andamenti molto diversi da regione a regione. L’Europa allargata è l’unica area con un risultato operativo rettificato negativo, anche se le consegne sono cresciute del 10% a 588 mila veicoli e i ricavi del 3% a 14,06 miliardi. Come riporta Milano Finanza, il risultato operativo è passato da un utile di 157 milioni a una perdita di 311 milioni. Tutte le altre regioni hanno invece chiuso con margini operativi rettificati positivi.[4][1][2]
Fuori dal continente europeo i segnali sono contrastanti. Secondo la sintesi di ANSA, i ricavi sono in crescita del 3% anche in Sud America, mentre calano del 3% in Nord America, del 7% in Asia Pacifico e del 19% in Medio Oriente e Africa. Tra le voci che hanno pesato sul trimestre, Milano Finanza segnala 223 milioni per i richiami degli airbag Takata, soprattutto in Europa, e una svalutazione di 118 milioni sulla partecipazione in Leasys.[4][2]
Che cosa prevede Stellantis per i prossimi mesi?
Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha confermato le indicazioni per il 2026 date con i conti del primo trimestre: ricavi netti in crescita a una cifra media, margine operativo rettificato a una cifra bassa e flusso di cassa industriale in miglioramento rispetto al 2025, che include 1,6 miliardi di pagamenti legati agli oneri del secondo semestre 2025. Per il 2027 Stellantis si attende un flusso di cassa industriale positivo.[5][2][3]
Il quarto trimestre, secondo il gruppo, dovrebbe dare una spinta in più. Secondo la società, nel quarto trimestre le consegne cresceranno rispetto al terzo e il capitale circolante darà un contributo positivo, aiutato dalla normale stagionalità di fine anno. I risparmi del Value Creation Program dovrebbero raggiungere alcune centinaia di milioni, circa il doppio del terzo trimestre, mentre i costi netti dei dazi per l’intero esercizio sono stimati in 1 miliardo, di cui 0,6 già sostenuti nei primi nove mesi. Sono attese pressioni su chip di memoria e richiami.[5][3]
In sintesi
Il trimestre mostra due velocità. Da un lato i conti recuperano: la perdita netta è scesa a 453 milioni dai 4,532 miliardi del 2025, con ricavi a 37,6 miliardi. Dall’altro la cassa industriale ha assorbito 4,009 miliardi, più del previsto dagli analisti, e l’Europa resta l’unica area in perdita operativa. Guardando avanti, le stime 2026 restano invariate: il gruppo indica per il quarto trimestre più consegne, maggiori risparmi e un apporto del capitale circolante, mentre per il 2027 prevede un flusso di cassa positivo.[1][2][3]
Fonti
- Il Sole 24 Ore: Stellantis: in III trim perdita ridotta di 90% a 453 mln, ricavi +1% a 37,61 mld
- Milano Finanza: Stellantis brucia 4 miliardi di cassa nel trimestre, più delle attese. Ma riduce le perdite del 90%
- Il Sole 24 Ore: Stellantis: conferma guidance 2026, con aumento ricavi mid single digit
- ANSA Economia: Stellantis, nel trimestre +1% ricavi, perdita ridotta del 90% a 500 milioni
- Il Sole 24 Ore: Stellantis, nel trimestre +1% ricavi, perdita ridotta del 90% a 500 milioni


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