Chi fa il pieno a fine ottobre 2026 si trova davanti a una benzina intorno a 2,02 euro al litro e a un gasolio a 2,26. Sul conto finale pesano l’accisa, cioè l’imposta fissa applicata a ogni litro, l’Iva e i costi di trasporto del petrolio, saliti con la crisi nello stretto di Hormuz. Eni ha inoltre confermato il suo tetto ai prezzi, il price cap, fino a fine anno: 2,25 euro per il gasolio e 1,99 per la benzina. La guida serve a automobilisti, famiglie e piccole imprese e fotografa la situazione a fine ottobre 2026.[1][2][3]
In breve
- Sul gasolio per auto l’accisa vale circa 61-67 centesimi al litro, più Iva al 22%.
- Il price cap di Eni, 2,25 euro il gasolio e 1,99 la benzina, resta fino a fine anno.
- A fine ottobre 2026 benzina e gasolio costano in media 2,02 e 2,26 euro, con differenze tra regioni.
- Noli delle petroliere e Hormuz tengono alti i prezzi dei prodotti raffinati.
Quanto pesano le tasse sul gasolio?
Si parte dalla voce che il lettore vede meno, ma che incide su ogni litro. Sul gasolio per autotrazione, quello che mette chi guida un’auto o un camion, l’accisa è di circa 61-67 centesimi al litro e sopra si applica l’Iva al 22%. Lo ricorda una guida di economia-italia.com dedicata ai bonus per agricoltori e pescatori, che usa questi valori come termine di confronto. Si tratta di un’imposta in cifra fissa per litro, quindi non si muove in proporzione al prezzo industriale, mentre l’Iva è un’aliquota che cresce insieme al prezzo.[4]
Il gasolio agricolo, riservato alle imprese con il libretto UMA (Utenti Motori Agricoli) e usato solo per lavori agricoli e serre, paga circa il 22% dell’accisa normale: 13-14 centesimi al litro, con Iva al 10%. Per i pescatori il carburante usato in mare nelle acque dell’Unione Europea è esente. A conti fatti, con circa 48 centesimi in meno al litro, un’azienda da 10.000 litri l’anno risparmia intorno a 4.800 euro di sola accisa, secondo la stessa guida.[4]
Cos’è il price cap e fino a quando vale?
Dalle agevolazioni ai prezzi alla pompa: cos’è, davvero, il price cap di cui si parla? Il price cap qui indicato è l’impegno di Eni a mantenere un tetto ai prezzi di benzina e gasolio fino a fine anno. A confermarlo, il 23 ottobre, è stato l’amministratore delegato Claudio Descalzi, in dichiarazioni a vari media riportate da firstonline.info. I livelli attuali, annunciati a inizio ottobre, sono 2,25 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina.[1]
Resta il dubbio se quelle cifre siano destinate a rimanere ferme fino a dicembre. Descalzi ha spiegato che il concetto di tetto sarà mantenuto fino a fine anno, mentre il livello sarà valutato nel corso del periodo, monitorando prezzi di mercato e forniture effettivamente disponibili rispetto alla struttura logistica del gruppo. La tutela quindi vale per l’intero periodo, ma le soglie potranno essere riviste in base a come evolve lo scenario.[1]
Quanto costano oggi benzina e gasolio nelle regioni?
Il confronto con i prezzi esposti nelle regioni mostra dove il tetto si avvicina. Secondo l’osservatorio di QuiFinanza, il prezzo medio self service del 25 ottobre 2026 è di circa 2,02 euro per la benzina (2,024 nel testo, 2,028 nel titolo) e di 2,261 per il diesel. Rispetto al price cap di Eni, il gasolio medio supera i 2,25 euro di 0,011 euro (2,261 meno 2,25), mentre la benzina supera 1,99 di 0,034 euro (2,024 meno 1,99).[3][1]
Tra una regione e l’altra, però, il divario è più ampio della media. La Basilicata risulta la più cara, con gasolio self a 2,313 euro e benzina a 2,068. In Lombardia la benzina self costa 2,004 e il gasolio 2,246. A conti fatti, per la benzina la distanza tra le due regioni è di 0,064 euro al litro (2,068 meno 2,004), cioè circa 3 euro su un pieno da 50 litri.[3]
Cosa muove i prezzi alla pompa?
Alle tasse si aggiunge il costo di portare il petrolio fino alle raffinerie. Secondo il Corriere della Sera, il caos nello stretto di Hormuz ha fatto salire i noli, cioè i costi di noleggio delle petroliere. Goldman Sachs stima la tariffa media passata da 3 dollari al barile di un anno fa a oltre 20 attuali, sette volte tanto. Le raffinerie, scrive il quotidiano, stanno in parte ribaltando questi costi sui consumatori, contribuendo a tenere alti benzina, diesel e cherosene.[2]
Anche la politica internazionale entra nel conto, almeno nelle intenzioni dichiarate. Descalzi ha osservato che, nonostante un recupero medio del 50% dei flussi attraverso Hormuz, non si sono create le condizioni per un calo dei prezzi, perché sono cresciuti noli e costi assicurativi ed è più difficile reperire carichi. Sul fronte americano, dopo l’intesa del 9 ottobre con Putin, il Tesoro Usa ha sospeso per sei mesi le sanzioni sul diesel russo destinato ai mercati mondiali, in un’ottica di contenimento dei prezzi, secondo Borsa e Finanza.[2][5]
In sintesi
Il quadro si chiude con le cifre da tenere a mente e le date. Sul gasolio per auto l’accisa vale circa 61-67 centesimi al litro, contro i 13-14 del gasolio agricolo. Il tetto di Eni, fissato a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 per la benzina, resta in vigore fino a fine 2026, ma il livello può essere rivisto. Alla pompa, il 25 ottobre, le medie erano 2,261 euro per il diesel e circa 2,02 per la benzina. A pesare restano noli e costi assicurativi legati a Hormuz.[4][1][3]
Fonti
- firstonline.info: Eni: utile netto rettificato più che raddoppiato, cedola extra e rialzo buyback. Carburanti, price cap per tutto l’anno. Descalzi: “Risultati eccellenti”
- Corriere Economia: Inviare una petroliera dagli Stati Uniti alla Cina costa più che spedire un razzo nello spazio: il boom del costo dei noli marittimi e gli effetti sui prezzi dei carburanti
- quifinanza prezzi: Prezzo dei carburanti, benzina a 2.028, diesel a 2.261. La regione più cara è la Basilicata
- economia-italia.com: Bonus agricoltori e pescatori 2026/27: gasolio agevolato, crediti d’imposta, PAC e aiuti europei
- borsaefinanza.it: Energia, la scalata di Trump: dopo Venezuela e gasolio russo tocca alla Groenlandia


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