Fotovoltaico, in manovra 1,2 miliardi per gli impianti fino a 1 MW

La manovra stanzia 1,2 miliardi di contributi per gli impianti fotovoltaici fino a 1 MW che accedono al FerX, con copertura fino al 40% dei costi.

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La legge di bilancio 2027 destina 1,2 miliardi di euro agli impianti fotovoltaici di piccola taglia, fino a 1 MW di potenza. Il governo usa la clausola di salvaguardia concessa da Bruxelles su richiesta dell’Italia e autorizza il Gse, il Gestore dei servizi energetici, a erogare contributi in conto capitale a chi accede al meccanismo FerX. Il contributo non potrà superare il 40% dei costi di investimento ammissibili ed è legato a un contingente di 3 gigawatt. Per i dettagli occorrerà attendere un decreto del ministero dell’Ambiente, da adottare entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge.[1][2]

In breve

  • Nella manovra 1,2 miliardi di contributi per il fotovoltaico fino a 1 MW, con tetto al 40% dei costi.
  • I fondi arrivano tra il 2028 e il 2030: 800, 200 e 200 milioni.
  • Il FerX prevede accesso diretto sotto 1 MW e aste sopra quella soglia.
  • Per le famiglie restano le detrazioni già esistenti, non un nuovo bonus.

Quanto vale la misura e chi ne beneficia?

Il capitolo della manovra sul fotovoltaico punta ad accelerare la diffusione degli impianti più piccoli, quelli fino a 1 MW, che rientrano nel sistema di sostegno del decreto FerX. Come riporta Il Sole 24 Ore, la legge autorizza il Gse a concedere contributi in conto capitale per 1,2 miliardi complessivi, cioè somme che coprono una parte della spesa iniziale per costruire l’impianto.[1][2]

Il tetto del contributo e la sua dimensione tecnica spiegano la portata dell’intervento. Il sostegno non potrà superare il 40% dei costi di investimento ammissibili ed è collegato a un contingente complessivo di potenza pari a 3 gigawatt. Ne beneficiano i soggetti che accedono al FerX; secondo QuiFinanza la quota di 1,2 miliardi è indirizzata soprattutto alle imprese, nel quadro dei 14 miliardi destinati in manovra alla transizione energetica.[1][2]

Quando arrivano i soldi e come sono coperti?

Le risorse non arriveranno subito: la ripartizione prevede 800 milioni nel 2028, 200 milioni nel 2029 e altri 200 milioni nel 2030. I criteri e le modalità attuative saranno fissati da un decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di concerto con il Mef, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge.[1][2]

Sul fronte dei conti, la copertura segue due strade diverse. Secondo Il Sole 24 Ore, 800 milioni saranno iscritti in un apposito capitolo dello stato di previsione del Mase e trasferiti al Gse, che guida la misura. I restanti 400 milioni verranno recuperati in bolletta, attingendo agli oneri di sistema e in particolare alla componente Asoa, che finanzia gli incentivi alle rinnovabili. A conti fatti, 800 più 400 fanno 1.200 milioni.[1]

Che cos’è il FerX e come si accede?

Per capire a chi si rivolge la misura bisogna guardare al decreto che la regge. Il decreto FerX, entrato in vigore il 7 agosto, disciplina l’incentivo gestito dal Gse per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili cosiddette mature: fotovoltaico, eolico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione. Lo ricorda QuiFinanza, precisando che le modalità di accesso dipendono dalla potenza dell’impianto.[2]

La soglia di 1 MW fa la differenza nel percorso da seguire. Sotto 1 MW l’accesso è diretto, tramite registrazione sul portale del Gse e con una tariffa differenziata per fonte e taglia fissata dall’Arera, senza passare dalle aste. Sopra quella soglia sono invece obbligatorie le aste competitive, come spiegano Il Sole 24 Ore e QuiFinanza.[1][2]

Cambia qualcosa per le famiglie?

Un’ultima domanda riguarda chi ha un impianto domestico o pensa di installarlo. Secondo QuiFinanza, lo stanziamento non va letto come un bonus per i privati, ai quali spettano le conferme di sostegno e detrazioni già presenti nelle precedenti leggi di bilancio. La detrazione resta al 50% per la prima casa e al 36% per seconde case e altri immobili.[2]

Il tetto di spesa agevolata chiarisce l’entità di questo sconto. L’impianto fotovoltaico rientra tra gli interventi di risparmio energetico agevolati e consente di recuperare sull’Irpef una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione, precisa QuiFinanza, copre l’acquisto dei pannelli, la progettazione e la posa.[2]

In sintesi

  1. Il prossimo passo sono i provvedimenti attuativi: un decreto del ministero dell’Ambiente, da emanare entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, stabilirà le regole di dettaglio per gli impianti fino a 1 MW. I pagamenti sono previsti tra il 2028 e il 2030, e 400 milioni della somma complessiva arrivano dalla bolletta. Per le famiglie, intanto, restano in vigore le detrazioni al 50% e al 36%.[1][2]

Fonti

  1. Il Sole 24 Ore: Fotovoltaico, in arrivo 1,2 miliardi di euro per spingere gli impianti fino a 1 MW
  2. quifinanza green: Incentivi fotovoltaico, la Manovra stanzia 1,2 miliardi: bonus per imprese e privati

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