Prestanome, dalla 21ª auto controllo con ISEE sopra 50.000 euro

Il nuovo Codice della Strada prevede verifiche sulla capacità economica di chi ha molte auto intestate: dalla ventunesima serve un ISEE oltre 50.000 euro.

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Prestanome, dalla 21ª auto controllo con ISEE sopra 50.000 euro


Il nuovo Codice della Strada introduce una regola contro i prestanome, cioè le persone che risultano proprietarie di auto che in realtà gestisce qualcun altro. Secondo InvestireOggi, dalla ventunesima auto intestata alla stessa persona fisica scatterebbe un controllo sulla capacità economica: servirebbe un ISEE superiore a 50.000 euro, salvo deroghe per le attività economiche e il volontariato. La norma riguarda i veicoli per il trasporto di persone e punta a far emergere intestazioni incompatibili con la situazione dichiarata. Il testo, però, è ancora uno schema che deve completare il suo percorso.[1][2]

In breve

  • Dalla ventunesima auto intestata a una persona fisica servirebbe un ISEE sopra 50.000 euro.
  • L’obiettivo è ostacolare intestazioni fittizie, evasione fiscale e uso illecito dei veicoli.
  • I controlli passerebbero dall’incrocio delle banche dati; le deroghe andrebbero dimostrate dall’intestatario.
  • Il nuovo Codice è stato approvato in via preliminare il 13 ottobre 2026 e richiede un regolamento.

Che cosa prevede la nuova regola sulle auto intestate?

La misura si inserisce nel nuovo impianto del Codice della Strada e lega il numero di veicoli posseduti alla situazione economica di chi li possiede. Come richiama InvestireOggi, a partire dalla ventunesima auto intestata alla stessa persona fisica scatterebbe la verifica sulla capacità economica. Chi vuole intestarsi un veicolo oltre quella soglia dovrebbe avere un ISEE, l’indicatore che misura la condizione economica di un nucleo familiare, superiore a 50.000 euro. La regola riguarderebbe in particolare i veicoli destinati al trasporto di persone.[1]

Restano da capire le eccezioni, che pesano molto sulla portata della norma. Le deroghe previste riguardano i veicoli utilizzati nell’attività economica o nel volontariato, quindi chi ha una flotta per lavoro non sarebbe toccato dal limite. A conti fatti, la soglia lascia fuori dal controllo chi ha fino a 20 auto, mentre dalla ventunesima in poi diventa rilevante il parametro dei 50.000 euro. Il meccanismo punta a individuare situazioni anomale, in cui il numero di auto intestate risulta difficilmente compatibile con la condizione economica dichiarata dall’intestatario.[1]

Perché si vogliono limitare i prestanome?

Il senso della norma sta nei casi che vuole intercettare. L’obiettivo dichiarato è contrastare l’uso illecito delle auto, l’evasione fiscale e il ricorso ai prestanome. L’attenzione si concentra sui casi in cui una stessa persona risulta proprietaria di decine o addirittura centinaia di veicoli, pur con una situazione economica apparentemente incompatibile con un patrimonio simile. InvestireOggi si chiede come possa chi risulta privo di redditi e patrimoni avere intestate numerose autovetture: è su situazioni di questo tipo che la disciplina vuole rafforzare le verifiche rispetto al passato.[1]

Dietro queste intestazioni, spiega la stessa fonte, ci sono scopi anche molto diversi. Un prestanome può servire a intestare veicoli impiegati in attività illecite, oppure a nascondere il vero proprietario dell’auto o a sottrarlo a controlli fiscali e patrimoniali. Si parla in questi casi di intestazioni fittizie, nelle quali il proprietario formale è utilizzato soltanto come schermo. La nuova disciplina vuole quindi rendere più difficile l’impiego sistematico di questo schema nel settore automobilistico, collegando la proprietà di molte auto a una capacità economica verificabile.[1]

Come funzionerebbero i controlli e a che punto è il testo?

Secondo InvestireOggi, le verifiche dovrebbero avvenire incrociando le banche dati disponibili, in modo da individuare più facilmente le situazioni considerate anomale. La prova toccherebbe all’intestatario, che dovrebbe dimostrare di rientrare nelle condizioni di deroga previste dalla normativa. Il meccanismo, quindi, non obbligherebbe l’amministrazione a provare l’intestazione fittizia, ma chiederebbe a chi supera la soglia di documentare la propria posizione economica o l’uso del veicolo.[1]

Sul calendario, invece, pesa la fase ancora aperta del nuovo Codice. Il nuovo Codice è uno schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, come ricorda money.it, e deve ancora completare il suo percorso. Richiede inoltre un regolamento di attuazione. Lo stesso InvestireOggi usa il condizionale per descrivere la regola dei prestanome, parlando di un controllo che scatterebbe e di verifiche che dovrebbero avvenire: le condizioni finali dipenderanno quindi dal testo che arriverà in vigore.[1][2]

In sintesi

Il quadro, a questo punto, è abbastanza delineato. La novità del nuovo Codice della Strada non riguarda il cittadino con una o due auto, ma chi ne ha intestate più di 20: dalla ventunesima scatterebbe la verifica e l’ISEE dovrebbe superare 50.000 euro, salvo le deroghe per attività economica e volontariato. Il fine è rendere più difficili prestanome ed evasione, con controlli basati sull’incrocio delle banche dati. Tutto dipende però dall’iter dello schema approvato in via preliminare il 13 ottobre 2026, che attende il completamento del percorso e il regolamento di attuazione.[1][2]

Fonti

  1. InvestireOggi Fisco: Stop ai prestanome: dal Codice della Strada limiti al numero di auto intestate allo stesso proprietario
  2. money.it: Come personalizzare la targa auto e quanto costa farlo

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