Terreni, compravendite in calo del 6,2% nel secondo trimestre 2026

Nel secondo trimestre 2026 le superfici di terreni compravendute superano i 35mila ettari, il 6,2% in meno sul 2025. Pesano le isole.

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Terreni, compravendite in calo del 6,2% nel secondo trimestre 2026


Il mercato dei terreni in Italia ha frenato nel secondo trimestre del 2026. Secondo il report dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, le superfici compravendute hanno superato i 35mila ettari, oltre 2.300 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a un calo del 6,2%. È un’inversione di rotta, perché il primo trimestre dell’anno aveva ancora confermato la crescita dei mesi precedenti. A pesare sono soprattutto i terreni agricoli, che formano la quasi totalità degli scambi, ma anche quelli edificabili registrano una flessione.[1]

In breve

  • Scambi sopra i 35mila ettari, in calo del 6,2% sul secondo trimestre 2025.
  • Terreni agricoli a 33.102 ettari (-5,6%): isole in forte calo, Centro e Nord Est in crescita.
  • Le persone fisiche comprano circa il 73% delle superfici agricole, in lotti da circa 1 ettaro.
  • Terreni edificabili in calo del 15,1%, acquistati soprattutto da soggetti diversi dalle persone fisiche.

Di quanto sono calate le compravendite di terreni?

Ma quanto pesa davvero questa flessione, se la si misura in ettari scambiati? Il rapporto trimestrale dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare è consultabile tra le sue uscite statistiche a cadenza regolare: lì i terreni vengono letti in base alle superfici vendute e acquistate, con un dettaglio per zona geografica e per uso previsto. Nel secondo trimestre 2026 le superfici scambiate hanno superato i 35mila ettari; rispetto allo stesso periodo del 2025 mancano più di 2.300 ettari, cioè il 6,2% in meno.[1]

Il segno meno colpisce di più se si guarda a ciò che lo ha preceduto. Nel primo trimestre del 2026 la tendenza positiva già registrata a fine 2025 si era infatti mantenuta. Nel secondo trimestre, invece, il mercato dei terreni segna una variazione negativa su base annua, ossia un calo rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Quanto alla composizione, i terreni agricoli rappresentano il 94,5% delle superfici scambiate e quelli edificabili il 3,9%; a conti fatti, 100 meno 98,4 lascia l’1,6% ai terreni con altra destinazione.[1]

Come sono andati i terreni agricoli e dove?

Dentro il dato nazionale, il comparto agricolo è quello che pesa di più. Nel secondo trimestre le superfici agricole compravendute sono state 33.102 ettari, circa 2mila in meno su un anno prima, con un calo del 5,6%. Il Sud resta l’area con più scambi, con il 27% delle superfici agricole compravendute, mentre il Centro si ferma a poco più di 5.800 ettari, circa il 18% del totale nazionale.[1]

Il calo, però, non è stato uguale ovunque. Le superfici scendono nel Nord Ovest, con 469 ettari in meno (-7,4%), e nel Sud (-5,6%), ma soprattutto nelle isole, dove il calo raggiunge circa 1.800 ettari (-22,6%). Vanno in controtendenza il Centro, con un aumento del 9,5%, e il Nord Est, con il 4,8% in più. Non bastano, tuttavia, a sostenere il comparto e a confermare la dinamica favorevole dei due trimestri precedenti.[1]

Chi compra i terreni agricoli e quanto ne compra?

Nei terreni agricoli la parte maggiore degli acquirenti è costituita da privati: in circa il 73% delle operazioni le superfici sono acquistate da persone fisiche, e nel Sud la quota arriva a circa l’80%. In questi casi il lotto medio è di circa 1 ettaro per atto.[1]

Cambia il quadro quando a comprare è una società o un ente. Quando l’acquirente è un soggetto giuridico, la superficie media per atto raddoppia e arriva a circa 2 ettari. La differenza dice quindi che chi acquista in forma societaria, o comunque non come privato, tende a muovere appezzamenti di dimensioni doppie rispetto ai singoli compratori.[1]

Che cosa è successo ai terreni edificabili?

Il segmento più piccolo del mercato è anche quello che perde di più. I terreni edificabili pesano per circa il 4% sull’intero mercato fondiario, con oltre 1.350 ettari compravenduti. Rispetto al secondo trimestre 2025 gli scambi sono scesi del 15,1% in Italia, con un segno negativo in ogni area del Paese. Il Sud concentra oltre il 28% delle superfici, seguito dal Nord Ovest con il 21%.[1]

Anche qui conta molto chi firma l’acquisto. I cali più marcati riguardano le isole (-33,8%), il Nord Est (-22,3%) e il Nord Ovest (-10,5%). Circa il 71% degli acquisti è fatto da soggetti che non sono persone fisiche, i quali comprano in media circa 0,43 ettari per atto, contro gli 0,12 ettari delle persone fisiche. A conti fatti, 0,43 diviso 0,12 dà circa 3,6: la superficie media è quasi quattro volte più grande.[1]

In sintesi

Il bilancio del trimestre, in poche cifre, è questo. Il secondo trimestre 2026 interrompe la crescita dei mesi precedenti nel mercato fondiario: oltre 35mila ettari scambiati, il 6,2% in meno rispetto al 2025. I terreni agricoli, 33.102 ettari, perdono il 5,6% e risentono soprattutto del crollo nelle isole (-22,6%), mentre Centro e Nord Est crescono. Gli edificabili, poco più del 3,9% delle superfici, scendono del 15,1% in tutte le aree del Paese. Il report è pubblicato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare insieme a quelli su compravendite non residenziali e abitazioni.[1]

Fonti

  1. FiscoOggi: Flessione negli scambi di terreni, il report del secondo trimestre 2026

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