Piazza Affari ha chiuso la seduta del 27 ottobre in rialzo dello 0,9%, con il Ftse Mib, l’indice dei quaranta titoli più grandi di Milano, a quota 49.628 punti. A spingere il listino sono stati i produttori di chip, con Stm in rialzo del 7,1%, insieme al calo del petrolio. Sul fronte opposto Eni ha perso il 2,6%. La giornata si è svolta mentre a Washington iniziava la riunione della Fed, la banca centrale americana, attesa a una decisione il 28 ottobre.[1][2]
In breve
- Il Ftse Mib chiude a 49.628 punti, +0,9%, sostenuto dai titoli dei semiconduttori e dal calo del petrolio.
- Stm +7,1%, Technoprobe +3,4%, Prysmian +3,3%; Eni -2,6% è la peggiore del listino.
- Spread a 115 punti, rendimento del Btp decennale al 4,51%, Europa in ordine sparso.
- Sul mercato pesa l’attesa per la riunione della Fed, che secondo gli analisti dovrebbe lasciare i tassi fermi.
Come ha chiuso Piazza Affari il 27 ottobre?
La Borsa di Milano ha terminato la giornata in territorio positivo, dopo un avvio in calo che si era trasformato via via in un rialzo. Il Ftse Mib ha chiuso a 49.628 punti, con un guadagno dello 0,9%, come riporta Milano Finanza; l’ANSA indica 49.627 punti, sempre con un progresso dello 0,90%. Il listino ha beneficiato della crescita dei titoli dei chip e del ribasso del prezzo del petrolio. Restando a quota 49.628, l’indice rimane comunque sotto la soglia dei 50.000 punti: servirebbero ancora 372 punti per raggiungerla.[1][2]
Il rialzo non è stato lineare nel corso delle ore. In mattinata, alle 9:05, il Ftse Mib cedeva terreno con Stellantis a -1,3%, mentre alle 10:30 riduceva le perdite grazie a Italgas (+2,4%) e Snam (+2%). Alle 13:55 l’indice saliva dello 0,33% a 49.346 punti, e alle 15:30 era a +0,6% a quota 49.494. Il passo finale è arrivato quindi nelle ultime ore di contrattazione, quando il vantaggio si è allargato fino allo 0,9%, in linea con quanto indicano Milano Finanza e l’ANSA.[1]
Quali titoli hanno guidato il rialzo e quali lo hanno frenato?
Guardando ai singoli titoli, il quadro è netto. A trascinare Milano è stato il comparto tecnologico, con Stm (+7,1%) al primo posto tra le blue chip, cioè i titoli di maggiore dimensione. Alle sue spalle si sono piazzate Technoprobe (+3,4%), Prysmian (+3,3%) e Telecom (+3,2%). L’ANSA aggiunge nell’elenco dei titoli con buon passo anche Snam, a +2,84%, e Banco Bpm, a +2,64%. Il rialzo di Stm si è costruito nel corso del pomeriggio: era a +3,5% alle 13:55 e a +5,1% alle 15:30.[1][2]
Sul lato opposto del listino la seduta è stata meno favorevole. La maglia nera è andata a Eni, che ha lasciato sul terreno il 2,6%, seguita da Moncler (-2,1%), Campari (-1,9%) e Lottomatica (-1,3%). A conti fatti, tra il miglior titolo e il peggiore c’è un divario di 9,7 punti percentuali, cioè 7,1 più 2,6. Il calo di Eni si è visto per tutto il pomeriggio: alle 15:30 il titolo perdeva già il 2,5%, mentre il petrolio, secondo la rassegna di Milano Finanza, era in calo a fine giornata.[1][2]
Che cosa è successo a spread, Borse europee e dollaro?
Fuori da Piazza Affari il clima è stato meno uniforme. Lo spread, la differenza di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, ha chiuso in leggero rialzo a 115 punti, con il rendimento del Btp decennale al 4,51%. In mattinata era salito a 115 prima dell’asta dei Btp a breve scadenza e, secondo Milano Finanza, a metà giornata si era allargato a 116 dopo quell’asta, per toccare i 117 punti alle 15:30. Tra le altre Borse europee hanno chiuso bene Parigi (+0,5%) e Francoforte (+0,7%), mentre Londra è scesa dello 0,7%.[1]
Sui cambi e sui dati americani il tema è stato il dollaro. Il dollaro si è mantenuto forte sull’euro, che alle 13:55 cedeva lo 0,20% a quota 1,1150. A dare slancio alla moneta americana sono stati gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti a settembre, cresciuti dell’1,8% su base mensile contro il +0,1% precedente e il +1,5% stimato dagli economisti. Nel pomeriggio Wall Street era contrastata, con il Dow Jones a -0,1%, l’S&P 500 a +0,3% e il Nasdaq, sostenuto dai semiconduttori, a +0,7%.[1]
Che cosa si aspetta il mercato dalla Fed?
Sullo sfondo di tutta la giornata c’era l’appuntamento con la banca centrale americana. Il 27 ottobre è iniziata la due giorni del Fomc, il comitato della Fed che decide sui tassi, con la decisione attesa il 28. Come spiega Kevin Thozet, del Comitato Investimenti di Carmignac, i dati suggerirebbero un rialzo ma i mercati invitano all’attesa, e la Fed dovrebbe lasciare i tassi invariati. Secondo il suo giudizio il messaggio del presidente Kevin Warsh dovrebbe essere quello di una pausa dal tono restrittivo, non di un cambio di rotta. Il rendimento del Treasury decennale Usa è sceso al 4,97%.[1]
Il contesto economico americano, però, resta impegnativo. Sempre secondo Thozet, l’inflazione complessiva si attesta al 3,7%, il tasso di disoccupazione resta al 4,2% e la crescita continua a superare il proprio potenziale, mentre l’obiettivo della Fed sull’inflazione è il 2%. Per l’esperto il prossimo vero banco di prova sarà dicembre. Nadège Dufossé, di Candriam, ha invece osservato che anche una pausa lascerebbe le imprese a fare i conti con un costo del capitale elevato.[1]
In sintesi
Il quadro della giornata si chiude con un’attesa che prosegue. Milano ha chiuso il 27 ottobre con il Ftse Mib a 49.628 punti, in crescita dello 0,9% e ancora sotto i 50.000. I chip hanno fatto la differenza, con Stm a +7,1%, mentre Eni, a -2,6%, è stata la più debole. Lo spread tra Btp e Bund si è fermato a 115 punti, con il decennale italiano al 4,51%. L’attenzione ora si sposta sulla decisione della Fed del 28 ottobre, che secondo gli analisti citati dovrebbe lasciare i tassi invariati.[1][2]
Fonti
- Milano Finanza: Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude tonica: +0,9%. Bene Stm, Technoprobe e Prysmian. Male Eni
- ANSA Economia: Borsa: Milano chiude a +0,90%, in evidenza Stm


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