Manovra, mini Irpef per gli under 30 e niente taglio al ceto medio

La manovra da 23,5 miliardi punta sugli under 30 con una mini Irpef, ma lascia fuori il taglio per chi guadagna oltre 50mila euro.

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Manovra, mini Irpef per gli under 30 e niente taglio al ceto medio


Dopo il vertice di maggioranza del 26 ottobre, la manovra 2027 da circa 23,5 miliardi prende forma: ci sarà una mini Irpef per i lavoratori under 30, mentre salta per ora il taglio dell’imposta sopra i 50mila euro, cioè l’estensione dell’aliquota al 33% chiesta da Forza Italia. Sulle pensioni si va verso un fondo per la flessibilità in uscita, da usare con un provvedimento successivo. Il ministro dell’Economia Giorgetti punta a portare il testo in Consiglio dei ministri il 28 ottobre, dopo il rinvio rispetto alla data iniziale.[1][2][3]

In breve

  • Mini Irpef per gli under 30, soglia di reddito ancora da fissare
  • Salta l’aliquota al 33% oltre i 50mila euro per il ceto medio
  • Pensioni: fondo da quasi 1 miliardo, dettagli rinviati a gennaio
  • Giorgetti tratta con Bruxelles; Consiglio dei ministri atteso il 28 ottobre

Che cosa prevede la mini Irpef per i giovani?

Il primo punto riguarda chi comincia a lavorare. La misura che ha raccolto più consenso nella maggioranza è una riduzione dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, per i lavoratori under 30 a basso reddito. Come riportano Corriere Economia e ANSA, l’aliquota e la soglia di reddito sono però ancora in via di definizione, e da quella soglia dipenderà quanti giovani potranno davvero usufruirne.[1][4][3]

Attorno a questa misura si muove un pacchetto più ampio. Secondo ANSA, nel pacchetto giovani entrano anche una flat tax al 5% per i neoassunti under 35 e l’estensione della no tax area, la quota di reddito non tassata, per gli under 25. Fratelli d’Italia ha inoltre proposto di portare la superdeduzione per le assunzioni dal 130% al 140% per i giovani e fino al 180% per le madri lavoratrici, come scrive Milano Finanza.[2][3]

Perché salta il taglio per il ceto medio?

Più incerta è la sorte di chi ha redditi medio-alti. Secondo fonti di maggioranza citate da ANSA, l’ipotesi di tagliare l’Irpef sopra i 50mila euro non troverà posto nel disegno di legge atteso in Consiglio dei ministri. L’idea era stata congelata nelle scorse settimane e poi rilanciata, con l’estensione dell’aliquota al 33% almeno fino a 55mila euro, ma il vertice del 26 ottobre ha cambiato orientamento.[3]

Il dettaglio dei numeri spiega la portata della rinuncia. Forza Italia puntava a ampliare il beneficio a 55mila euro in manovra e a 60mila dal 2027, come ricorda Milano Finanza; per QuiFinanza il costo sarebbe stato di circa 1,2 miliardi. Corriere Economia e economymagazine parlano di rinuncia all’estensione fino a 60mila euro.[1][2][4][5]

Che cosa cambia sulle pensioni?

Sul fronte previdenziale la soluzione è un compromesso. La Lega chiede di consentire l’uscita a 64 anni con almeno 36 anni di contributi. Secondo ANSA l’accordo prevede un fondo ad hoc da poco meno di un miliardo, da usare con un provvedimento a gennaio: la manovra stanzierebbe solo le risorse per il 2027, senza definire la misura.[2][3]

Pesa il costo complessivo della previdenza. Secondo il Documento programmatico di finanza pubblica, citato da Milano Finanza, la spesa previdenziale salirà dai 352 miliardi di quest’anno a 367 miliardi nel prossimo. Per il giornale, la copertura di nuove uscite anticipate rischia di restringere lo spazio per le altre misure.[2][6]

A che punto è il via libera del governo?

Intervenendo al Festival delle Regioni, Giorgetti ha detto che «quasi tutte le componenti sono andate a punto» e che con la Commissione europea ci sono stati progressi. Il Consiglio dei ministri è atteso il 28 ottobre, dopo lo slittamento rispetto al 23 ottobre indicato da Finanza.com.[2][7]

Il nodo più delicato è quello delle risorse. Il governo cerca flessibilità a Bruxelles sullo scostamento da 14,4 miliardi per difesa ed energia, secondo Corriere; Milano Finanza parla di 14,3 miliardi. Tra le coperture figurano 1,2 miliardi dalla spending review e 5 miliardi da banche e assicurazioni, su cui Finanza.com segnala lo scontro tra Salvini e Tajani.[1][7][6]

In sintesi

Il quadro, a poche ore dal Consiglio dei ministri, è questo. La manovra da 23,5 miliardi privilegia i giovani con la mini Irpef e lascia fuori il ceto medio, perché l’aliquota al 33% oltre i 50mila euro non entra nel testo. Per le pensioni c’è un fondo da poco meno di un miliardo, con i dettagli rinviati a un decreto di gennaio. Il passaggio decisivo è il Consiglio dei ministri del 28 ottobre, quando si vedrà il testo definitivo.[1][2][3]

Fonti

  1. Corriere Economia: Manovra, per gli under 30 una mini Irpef ma salta il taglio al ceto medio. Bollo auto: cambia la platea per l'esenzione. Tutte le misure
  2. Milano Finanza: Manovra 2027, Giorgetti tratta con Bruxelles. Mini-Irpef, pensioni e bonus: ecco cosa rischia di saltare
  3. ANSA Economia: Manovra: salta l'ipotesi del taglio Irpef oltre i 50mila euro. Decontribuzione per le mamme
  4. economymagazine: Manovra, mini Irpef per gli under 30 e flat tax fino a 100 mila euro
  5. quifinanza economia: Manovra 2027, dalla flat tax ai bonus per le famiglie: tutte le misure sul tavolo
  6. Milano Finanza: Manovra al rush finale tra pensioni e Irpef: il governo tratta con Bruxelles, ma il Cdm è vicino
  7. finanza.com: Manovra 2027, il Consiglio dei ministri rinviato al 28 ottobre: lo stallo su ceto medio e contributi blocca l’approvazione

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