Brasile al ballottaggio: Lula e Bolsonaro in parità, mercati attenti

Il 25 ottobre il Brasile vota il secondo turno tra Lula e Flavio Bolsonaro: sondaggi in parità e Borsa di San Paolo in rialzo dopo il primo turno.

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Brasile al ballottaggio: Lula e Bolsonaro in parità, mercati attenti


Il Brasile vota il 25 ottobre il ballottaggio per la presidenza, con una sfida quasi in parità tra il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva e il senatore conservatore Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair. Al primo turno Bolsonaro ha ottenuto il 47,03% dei voti e Lula il 45,16%, mentre i sondaggi della vigilia danno i due candidati attorno al 50%. Gli investitori guardano al voto con attenzione: la Borsa di San Paolo è salita dopo il primo turno e ora conta l’esito delle urne.[1][2]

In breve

  • Primo turno e sondaggi indicano una corsa ad altissimo equilibrio.
  • Lula e Bolsonaro propongono ricette economiche opposte su Stato, spesa e tasse.
  • La Borsa brasiliana è cresciuta dopo il 4 ottobre, ma l’incertezza resta.
  • Per gli analisti contano la disciplina fiscale e i nomi dei ministri economici.

Quanto è vicina la sfida tra Lula e Bolsonaro?

Ma quanto è davvero stretta questa sfida, al di là dell’attenzione dei mercati? La corsa è tra le più equilibrate degli ultimi anni. Al primo turno, il 4 ottobre, Flavio Bolsonaro ha sorpreso le attese con il 47,03% dei voti, davanti a Lula fermo al 45,16%. A conti fatti, 47,03 meno 45,16 fanno 1,87 punti percentuali di scarto, che i sondaggi della vigilia hanno ridotto quasi a zero. Lula, 80 anni, cerca un quarto mandato non consecutivo.[1][2]

Le rilevazioni più recenti confermano l’equilibrio, con piccole differenze. Secondo quanto riporta firstonline, il RealTime Big Data del 23 ottobre assegna a Bolsonaro il 52% dei voti validi contro il 48%, il PoderData indica 51 a 49 e la Quaest 50,56% contro 49,44%. Il Datafolha, il 22 ottobre, registrava invece un pareggio al 50% ciascuno. I margini di errore, tra circa 1,6 e 2,4 punti, sono più ampi di molti di questi scarti.[2]

Che cosa propongono i due candidati sull’economia?

Sul piano economico le strade sono molto diverse. Lula punta su investimenti pubblici e privati, politica industriale, transizione energetica e sostegno ai redditi più bassi, con la continuità di misure come Bolsa Família. Vuole mantenere l’attuale quadro fiscale e chiedere un contributo proporzionalmente maggiore ai redditi più alti. Sul lavoro propone la riduzione dell’orario settimanale a quaranta ore senza tagli salariali.[2]

Dall’altra parte la ricetta è quella del rigore sulla spesa. Flavio Bolsonaro propone una revisione delle regole fiscali, un taglio più deciso della spesa e la chiusura di almeno dieci ministeri. Il suo programma prevede inoltre la ripresa delle privatizzazioni, più capitali privati nelle infrastrutture tramite concessioni e partenariati pubblico-privati, meno tasse e regole più semplici per le imprese.[2]

Come ha reagito la Borsa brasiliana?

I mercati hanno già dato un primo giudizio. Secondo Milano Finanza, dopo il primo turno la Borsa di San Paolo ha avuto un balzo: l’indice Bovespa, il principale paniere locale, nell’ultimo mese è salito dell’11% in valuta locale. L’Etf iShares Msci Brazil, il più grande per gli investitori europei con 4,8 miliardi di euro gestiti, ha guadagnato il 15% in un mese in euro e il 41% da inizio anno. Un Etf è un fondo che replica un indice di Borsa.[1]

Gli esperti, però, invitano a non dare l’esito per scontato. Secondo Kristin Ceva di Payden & Rygel, dopo il primo turno le attese di maggiore disciplina fiscale e di riforme favorevoli al mercato si sono rafforzate, mentre il ballottaggio resta un fattore di incertezza. Sul fronte obbligazionario, ricorda, il debito emergente ha risentito dei rendimenti più alti dei Treasury statunitensi, mentre i fondamentali brasiliani restano resilienti.[1]

Che cosa conterà dopo il voto?

Dopo le urne l’attenzione si sposterà sulle scelte di governo. Pablo Riveroll di Schroders riferisce che Lula starebbe valutando Geraldo Alckmin come ministro delle Finanze per rafforzare la credibilità fiscale. Poiché gran parte delle buone notizie è già nei prezzi, gli asset brasiliani resteranno sensibili agli annunci di politica economica. Anche firstonline sottolinea che le reazioni dipenderanno dai nomi dei ministeri economici e dalle prime decisioni di bilancio.[1][2]

Il filo conduttore, per Schroders, resta la disciplina dei conti. Tassi a lungo termine più bassi e un allentamento monetario più rapido, spiega Riveroll, favorirebbero Borse, banche d’affari e broker, oltre a utility, centri commerciali e costruttori residenziali. Le banche del credito al consumo potrebbero vedere migliorare la qualità dei prestiti grazie a interessi meno pesanti per chi è indebitato.[1]

In sintesi

Il quadro, in poche righe, è questo. Il ballottaggio del 25 ottobre mette di fronte due modelli economici opposti, dopo un primo turno chiuso 47,03% a 45,16% per Bolsonaro e sondaggi che oscillano tra il 50% di Datafolha e il 52% di RealTime Big Data per il candidato conservatore. I mercati hanno già premiato il Brasile, con il Bovespa a più 11% in un mese. Ora si guarda ai nomi dei ministri economici e alle prime decisioni di bilancio del vincitore.[1][2]

Fonti

  1. Milano Finanza: Elezioni in Brasile, cosa aspettarsi per la borsa e i bond carioca se vince Bolsonaro o Lula
  2. firstonline.info: Elezioni Brasile, tra Lula e Flavio Bolsonaro è una sfida all’ultimo voto: in gioco gli equilibri internazionali

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