Il mercato dei terreni ha cambiato passo nel secondo trimestre del 2026. Secondo il report pubblicato il 30 ottobre dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare, le superfici compravendute hanno superato i 35mila ettari, con oltre 2.300 ettari in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a un calo del 6,2%. Dopo un primo trimestre in crescita, il comparto fondiario inverte quindi la rotta. A pesare sono soprattutto i terreni agricoli, che rappresentano il 94,5% degli scambi, e le isole, dove la flessione è più forte.[1]
In breve
- Scambi di terreni in calo del 6,2%: oltre 35mila ettari compravenduti nel secondo trimestre 2026.
- Agricoli a 33.102 ettari (-5,6%): isole in forte calo, Centro e Nord Est in crescita.
- Edificabili in calo del 15,1% in tutte le aree; la maggior parte degli acquirenti non è persona fisica.
Di quanto sono calate le compravendite di terreni?
Il quadro d’insieme dice già molto sul cambio di direzione. Il report trimestrale dell’Osservatorio analizza i terreni in termini di superficie venduta, distinguendo per area territoriale e destinazione d’uso. Nel secondo trimestre del 2026 le superfici scambiate hanno superato i 35mila ettari, contro oltre 2.300 ettari in più nello stesso periodo del 2025: una contrazione del 6,2%. Il confronto è tendenziale, cioè fatto con lo stesso trimestre dell’anno precedente.[1]
Il segno meno arriva dopo un periodo di segnali opposti. Il primo trimestre del 2026 aveva infatti confermato l’andamento positivo già visto negli ultimi tre mesi del 2025, mentre ora il mercato fondiario mostra una variazione negativa. A conti fatti, la quasi totalità degli ettari venduti riguarda terreni agricoli (94,5%), mentre quelli edificabili pesano per il 3,9%: sommando le due quote si arriva al 98,4%, e l’1,6% restante è costituito da terreni con destinazione diversa.[1]
Come vanno i terreni agricoli e dove si vende di più?
Entrando nel comparto agricolo, il calo si ripartisce in modo diseguale. Nel segmento agricolo le superfici compravendute nel secondo trimestre sono state 33.102 ettari, circa 2mila in meno rispetto al secondo trimestre del 2025 (-5,6%). Il Sud resta l’area più dinamica, con il 27% degli ettari scambiati, mentre il Centro si ferma a poco più di 5.800 ettari, circa il 18% del totale nazionale. Il report sottolinea che il Sud è storicamente il territorio più vivace del mercato fondiario agricolo.[1]
Ma la geografia del calo non è uniforme. Le isole registrano la flessione più marcata, con circa 1.800 ettari in meno (-22,6%), mentre il Nord Ovest perde 469 ettari (-7,4%) e il Sud scende del 5,6%. In controtendenza il Centro, che cresce del 9,5%, e il Nord Est, in aumento del 4,8%.[1]
Cosa succede ai terreni edificabili e chi compra?
Più piccolo come peso, il segmento edificabile ha però il calo più netto. I terreni edificabili valgono circa il 4% del mercato fondiario, con più di 1.350 ettari compravenduti. Rispetto al secondo trimestre del 2025 gli scambi sono scesi del 15,1% e la flessione tocca tutte le aree del Paese. Il calo è più forte nelle isole (-33,8%), nel Nord Est (-22,3%) e nel Nord Ovest (-10,5%), mentre il Sud concentra la quota più alta, oltre il 28% del totale nazionale, seguito dal Nord Ovest con il 21%.[1]
Cambia molto anche il profilo di chi acquista nei due segmenti. Nei terreni agricoli circa il 73% delle operazioni è fatto da persone fisiche, quota che nel Sud sale a circa l’80%, con lotti medi di circa 1 ettaro per atto; se compra un soggetto giuridico, la superficie media raddoppia a circa 2 ettari. Tra gli edificabili, invece, circa il 71% degli acquisti arriva da soggetti diversi dalle persone fisiche: la superficie media è di 0,43 ettari per atto contro gli 0,12 delle persone fisiche, quasi quattro volte di più.[1]
In sintesi
Il bilancio del trimestre si può dunque riassumere in poche cifre. Il secondo trimestre del 2026 interrompe la crescita dei due periodi precedenti: i terreni compravenduti superano i 35mila ettari, con un calo del 6,2% sul 2025. La parte agricola, 33.102 ettari, perde il 5,6% e risente soprattutto delle isole (-22,6%), mentre Centro (+9,5%) e Nord Est (+4,8%) crescono senza compensare. Gli edificabili, poco più di 1.350 ettari, arretrano del 15,1% in tutto il Paese. I numeri arrivano dal report trimestrale dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, disponibile dal 30 ottobre.[1]
Fonti
- FiscoOggi: Flessione negli scambi di terreni, il report del secondo trimestre 2026


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