Tasse 2026-27: Irpef, rottamazione, cartelle e acconto

Guida a fine ottobre 2026: aliquote Irpef, acconto del 30 novembre, rottamazione quinquies per i tributi locali e rate delle cartelle dal 2027.

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Tasse 2026-27: Irpef, rottamazione, cartelle e acconto


Chi lavora, va in pensione o ha una cartella da pagare, a fine ottobre 2026 deve tenere d’occhio quattro fronti: le aliquote Irpef al 23, 33 e 43%, l’acconto da versare entro il 30 novembre, la rottamazione quinquies per i tributi locali con domanda fino al 15 dicembre e le cartelle rateizzabili in 96 mesi dal 1° gennaio 2027. Questa guida mette in fila regole in vigore e proposte della manovra 2027, ancora senza testo, con le cifre disponibili a fine ottobre 2026.[1][2][3][4][5]

In breve

  • L’Irpef ha tre aliquote (23, 33, 43%) e le addizionali locali cambiano molto da città a città.
  • L’acconto di novembre scade il 30 novembre 2026 e non si rateizza.
  • La rottamazione quinquies per i tributi locali accetta domande fino al 15 dicembre 2026.
  • Dal 1° gennaio 2027 le cartelle si pagano fino a 96 rate; la manovra è ancora da scrivere.

Come funzionano Irpef e addizionali oggi?

Si parte dall’imposta che pesa di più sulle buste paga. L’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, si applica oggi con tre aliquote: 23, 33 e 43%, come ricorda il Corriere Economia nell’inchiesta sulle trappole del Fisco. Il secondo scaglione è sceso al 33% dal 2026, mentre per il 2025 era ancora al 35%, come segnala economia-italia.com. La Legge di Bilancio 2027 non è ancora scritta: tra le ipotesi citate c’è l’Irpef al 33% fino a 60.000 euro, stimata dal viceministro Leo in circa 2,7 miliardi.[1][2][4]

Alle aliquote nazionali si aggiunge il fisco locale, che varia parecchio. Sopra l’Irpef nazionale pesano le addizionali regionali e comunali, che secondo lo studio della Uil riportato dal Corriere Economia cambiano da territorio a territorio. L’aliquota regionale è dell’1,23% in Veneto, Sicilia, Sardegna, Basilicata e Valle d’Aosta e dell’1,73% in Calabria. A livello comunale Milano applica lo 0,8% con esenzione fino a 23 mila euro di imponibile, Roma lo 0,9% con esenzione fino a 14 mila e Firenze lo 0,2% con esenzione fino a 25 mila. Oltre la soglia, spiega la Uil, l’addizionale in genere si applica a tutto l’imponibile.[6]

Quanto e quando si paga l’acconto di novembre?

Una scadenza ravvicinata riguarda proprio chi paga l’Irpef senza sostituto d’imposta. L’acconto, cioè l’anticipo dell’imposta dell’anno in corso, va versato entro il 30 novembre 2026 da chi ha un’imposta netta superiore a 51,65 euro, come indica economia-italia.com. Se l’acconto totale è sotto 257,52 euro si paga in unica soluzione; altrimenti la seconda rata è del 60% per la generalità dei contribuenti e del 50% per partite IVA soggette agli ISA e forfettari. Questa rata non si può dividere in mesi.[1]

Quest’anno il metodo di calcolo riserva un effetto da conoscere. Con il metodo storico l’acconto 2026 si calcola sull’imposta 2025, quando il secondo scaglione era ancora al 35% e non al 33%. Secondo economia-italia.com, chi ha un reddito tra 28.000 e 50.000 euro rischia così di anticipare fino a 440 euro in più del dovuto. L’eventuale eccedenza si recupera poi in dichiarazione. Per i pensionati, intanto, dal 15 ottobre 2026 l’Inps permette di modificare online le trattenute Irpef del 2027, utile a chi ha più redditi e vuole evitare un conguaglio elevato.[1][7]

Cos’è la rottamazione quinquies e chi può aderire?

Sul fronte dei debiti con il fisco locale, la finestra è già aperta. La rottamazione quinquies permette di chiudere i debiti pagando il capitale residuo, le spese delle procedure esecutive e i diritti di notifica, senza interessi e sanzioni dei carichi. Dal 16 ottobre 2026 si può chiedere la definizione di Imu, Tari, bollo auto e multe stradali affidate alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, come riferisce Economy Magazine. La domanda è solo online, sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, e si presenta entro il 15 dicembre 2026.[3]

Non tutte le cartelle, però, rientrano nella sanatoria. Contano l’ente creditore e l’affidamento del carico: la misura vale solo per gli enti che hanno deliberato l’adesione, circa 1.500 secondo Economy Magazine, il cui elenco è sul sito dell’Agenzia. Restano fuori i tributi riscossi direttamente dal Comune o da concessionari privati, dove sono i singoli enti a decidere eventuali definizioni agevolate. Sono esclusi anche i debiti derivanti da condanne della Corte dei conti.[3]

Cosa cambia per le cartelle e per chi lavora nel 2027?

Per chi non rottama, cambia la durata del piano di pagamento. Dal 1° gennaio 2027 il tetto delle rate mensili sale da 84 a 96, cioè da sette a otto anni, per debiti fino a 120.000 euro, secondo finanza.com. Le norme di base sono il decreto legislativo n. 110/2024 e il decreto ministeriale del 27 dicembre 2024, e la domanda va presentata all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Facendo bene i calcoli, 96 meno 84 fanno 12 rate in più, quindi un anno di dilazione aggiuntivo.[5]

Sul versante del lavoro, molto dipende ancora dalla manovra. Il Documento programmatico di bilancio, approvato il 13 ottobre, vale circa 23,5 miliardi, ma le misure non hanno ancora un testo, riferisce economia-italia.com. La tassazione al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali, introdotta per il 2024-2026 e riservata ai dipendenti privati fino a 33 mila euro, potrebbe essere prorogata, mentre per i forfettari la Lega studia di estendere il regime a 100mila euro, con Iva in fattura oltre gli 85mila, secondo il Sole 24 Ore ripreso da First Online. Sono ipotesi, non norme in vigore.[2][4][8]

In sintesi

Ecco i punti fermi da portarsi dietro nelle prossime settimane. Le regole in vigore sono tre aliquote Irpef al 23, 33 e 43%, un acconto da versare entro il 30 novembre 2026 senza possibilità di rate e una sanatoria dei tributi locali con domanda fino al 15 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 le cartelle fino a 120.000 euro potranno essere divise in 96 rate al posto di 84. Tutto il resto, dall’Irpef al 33% fino a 60.000 euro alla flat tax a 100mila euro, dipende da una manovra da circa 23,5 miliardi che non ha ancora un testo.[1][2][3][5]

Fonti

  1. economia-italia.com: Acconto IRPEF di novembre 2026: chi paga, come si calcola e cosa fare se hai versato troppo
  2. economia-italia.com: Legge di Bilancio 2027: cosa cambia per lavoratori, pensionati e partite IVA
  3. economymagazine: Tari, bollo auto e multe, rottamazione quinquies al 15 dicembre: come pagare meno e chi può aderire
  4. Corriere Economia: Le trappole del Fisco: dove si nascondono, chi ci rimette e non lo sa
  5. finanza.com: Cartelle esattoriali, più tempo per pagare dal 1° gennaio 2027
  6. Corriere Economia: Irpef, quanto cambia in base alla residenza? Le classifiche delle addizionali, da Roma a Milano
  7. borsaefinanza.it: Inps: come modificare le trattenute Irpef sulle pensioni e perché farlo
  8. firstonline.info: Flat tax fino a 100mila euro, la manovra studia l’estensione ma oltre gli 85mila torna l’Iva in fattura. Ecco perché

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