Banca Popolare di Bari

La Banca Popolare di Bari è una banca fondata nel 1960 che aveva come scopo la gestione degli investimenti e dei risparmi dell’area sudest dell’Italia, dove le altre banche Italiane avevano ancora poco interesse.
Per quasi 40 anni ha dato credito e gestito i risparmi di buona parte del sud Italia, fino a quando nel 1998 divenne Gruppo Creditizio Banca Popolare di Bari, dopo le acquisizioni di altre piccole banche sparse nel territorio.

L’espansione

Le acquisizioni avvennero tutte tra gli anni 90 e il 2010, che permise alla Banca Popolare di Bari una capillarità sul territorio molto vasta.

Al termine del 2008 la Banca Popolare di Bari aveva acquistato la Banca Agraria Commerciale Cooperativa di Deliceto, la
Banca Popolare di Torremaggiore, La Cassa Rurale e Artigiana di Castelluccio dei Sauri, la Cassa Rurale di Avigliano e Filiano, la BCC di Lesina, la BCC di Valle del Calore, la BCC di Teora Alto Ofanto,
la BCC di Baianese,  la BCC di Avellana, la Banca Popolare Meridionale di Grottaminarda, la Banca Popolare della Penisola Sorrentina, la Banca Popolare di Calabria, alcune filiali della Banca Mediterranea, alcune filiali di Intesa Sanpaolo, alcune filiali di  Banca CR Firenze e la Cassa di Risparmio di Orvieto.

L’inizio del declino

Nel 2015 la Banca diventa una S.p.A per effetto della legge sulle banche popolari, e le sue azioni si attestano intorno agli 8 euro.
Nel 2016 la Procura di Bari ha avviato una serie di indagini sull’acquisto da parte della Banca Popolare di Bari di Banca Tercas e di Banca Caripe, che fa perdere fiducia nella Banca e fa scendere il titolo in borsa.
Nel 2017 si accorda con Cerved Credit Management per gestire i Npl (non performing loans), che sono investimenti e prestiti non pagati, cercando di recuperare liquidi, ma questo non fa altro che aumentare i crediti deteriorati lordi, facendo scendere ancora il valore delle azioni.

La situazione non migliora nel 2018, anno in cui la Consob multa la banca per scarsa chiarezza nei documenti sull’aumento di capitale effettuato prima del passaggio da Banca Popolare a Società per Azioni.

La crisi definitiva

É a luglio 2019 che la crisi diventa irreversibile.
Il bilancio dell’anno precedente è gravemente in rosso, nonostante i cambi al vertice la Banca Popolare di Bari non presenta nessun piano capace di risollevare un po’ la situazione economica, arrivando così al 13 dicembre 2019 con il commissariamento da parte di Banca d’Italia.
Nella notte dello stesso giorno il Governo Conte Bis emana un decreto per salvare i soldi dei risparmiatori, che altrimenti rischiavano di vederli usati per sanare i conti in rosso della Banca Popolare di Bari.


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