
Inizio dei dazi USA verso l’Europa
24 Marzo 2025Questo articolo l’ho scritto per fare un aggiornamento al vecchio articolo “Perchè Trump sta aumentando i dazi USA“, parlando delle principali tematiche che andranno a crearsi con l’Inizio dei dazi USA verso l’Europa, idee e fatti emersi dalle fonti ufficiali e giornalistiche in merito all’imminente entrata in vigore di nuovi dazi commerciali da parte degli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, prevista inizialmente per il 2 aprile 2025, e delle conseguenti reazioni e contromisure da parte di altri paesi e blocchi commerciali, in particolare l’Unione Europea e il Canada.
Indice
- Minaccia di Dazi USA su Vasta Gamma di Prodotti
- Impatto sulle Imprese Europee
- Ripercussioni sul Settore Vinicolo
- Risposta dell’Unione Europea e Contromisure
- Obiettivi Strategici di Trump
- Cos’è il “Liberation Day” e Flessibilità
- Possibili Esenzioni e Approccio Mirato
- Rinvio di Tariffe su Settori Specifici
- Reazione dei Mercati Europei ai Dazi USA
- Piano Italiano Anti-Dazi
- Preoccupazioni per Ritorsioni a Catena
- Tensioni Commerciali Nuove e Preesistenti
Minaccia di Dazi USA su Vasta Gamma di Prodotti
Il presidente Donald Trump ha minacciato l’imposizione di dazi massicci e ritorsivi sulle bevande alcoliche europee. In particolare, ha ventilato la possibilità di un dazio del 200% su tutto il vino, lo Champagne e altri prodotti alcolici provenienti dall’Unione Europea.
La minaccia dell’Inizio dei dazi USA verso Europa fa seguito a proposte dell’UE di aumentare i dazi sul whisky americano, tra gli altri prodotti.
Inoltre, in precedenza erano state prospettate tariffe del 25% su tutte le merci importate da Messico e Canada e, in generale, dazi su una vasta gamma di prodotti importati, inclusi automobili, prodotti farmaceutici, microchip, rame e legname.
Impatto sulle Imprese Europee
Le crescenti tensioni commerciali, sia reali che minacciate, stanno portando a una situazione di paralisi decisionale per i piccoli imprenditori europei.
Le esportazioni europee verso gli Stati Uniti consistono prevalentemente in beni a domanda non rigida, come vino, alimentari, arredamento e moda, che potrebbero essere sostituiti nel medio periodo.
L’imposizione di dazi USA renderebbe quasi certamente i vini europei e altre bevande alcoliche più costosi per i consumatori americani.
Il che costringerebbe gli americani a bere quel surrogato di bevanda locale che chiamano vino.
Ripercussioni sul Settore Vinicolo
Il settore vinicolo è particolarmente preoccupato dalle minacce di dazi USA. I produttori di vino e liquori americani sperano in una de-escalation della guerra commerciale.
Fabrizia Spirits, il più grande produttore statunitense di limoncello, teme di dover affrontare un conto di dazio di 70.000 dollari su una spedizione di spumante italiano, qualora il dazio del 200% sull’alcol europeo dovesse concretizzarsi.
I viticoltori californiani guardano alla proposta con inquietudine, temendo che possa sconvolgere un settore già fragile, sebbene alcuni sperino che i dazi USA possano rivitalizzare l’interesse per i vini prodotti in California.
Il Canada, il più grande mercato di esportazione di vino per gli Stati Uniti, ha visto il ritiro dagli scaffali di alcolici americani a causa delle crescenti tensioni commerciali.
Un dazio del 200% sulle importazioni di Champagne sarebbe un “colpo devastante” per quel mercato. La Us Wine Trade Alliance sottolinea come i dazi sul vino danneggino significativamente le imprese statunitensi.
Risposta dell’Unione Europea e Contromisure
L’Unione Europea sta ritardando l’applicazione dei dazi ritorsivi per concedere tempo ai negoziati. Tuttavia, l’UE ha annunciato contromisure che includono un dazio del 50% sul whisky americano, la cui entrata in vigore era prevista ad aprile.
L’UE ha successivamente rinviato l’entrata in vigore dei dazi nei confronti degli Stati Uniti a metà aprile. Le contromisure europee, del valore di 26 miliardi di euro, si applicheranno alle esportazioni di merci americane.
L’UE sta valutando la possibilità di allineare la tempistica dei suoi due pacchetti di contromisure in concomitanza con i dazi statunitensi del 2 aprile.
Obiettivi Strategici di Trump
Le recenti critiche della presidenza Trump all’UE sono influenzate dalle attuali condizioni economiche statunitensi, caratterizzate da un disavanzo commerciale superiore ai 3.000 miliardi di dollari l’anno e da una posizione finanziaria netta negativa di 22.000 miliardi di dollari.
L’obiettivo di questi continui attacchi con i dazi USA sembra essere l’indebolimento dell’euro e la conseguente maggiore attrazione del risparmio UE verso gli Stati Uniti.
Un altro aspetto del piano di Trump è quello di “puntare” energicamente sull’UE, mantenendo buoni rapporti con la Russia per mantenere alto il prezzo dell’energia.
Inoltre, uno degli obiettivi della presidenza Trump è una deregulation che garantisca normative in grado di mantenere stabile il flusso di capitali verso Wall Street. Trump ha sostenuto l’introduzione di dazi per correggere quelli che considera deficit commerciali ingiusti.
Cos’è il “Liberation Day” e Flessibilità
Il presidente Trump ha ripetutamente dichiarato il 2 aprile come il “Liberation Day”, giorno in cui sarebbero entrate in vigore massicce tariffe reciproche.
Il concetto di “liberazione” è legato alla volontà di Trump di correggere quelli che considera deficit commerciali ingiusti per Washington e di rispondere a quelle che percepisce come pratiche commerciali sleali e squilibrate da parte dei partner commerciali degli Stati Uniti
Tuttavia, Trump ha suggerito che potrebbe esserci una certa “flessibilità” nel modo in cui verranno imposti i dazi USA.
Nonostante ciò, ha anche lasciato intendere di non voler accogliere molte richieste di esenzione.
Possibili Esenzioni e Approccio Mirato
Secondo alcune fonti, alcuni Paesi potrebbero essere esclusi dai dazi.
La Casa Bianca potrebbe applicare dazi del 15% ai Paesi che presentano attualmente squilibri commerciali persistenti con gli Stati Uniti, un gruppo ribattezzato come “dirty 15”.
Tra i Paesi presi di mira dovrebbero figurare le nazioni del G-20, oltre a India, Giappone, Cina e Vietnam.
Sembra inoltre che Trump stia valutando di non imporre tariffe specifiche per settore.
Rinvio di Tariffe su Settori Specifici
La Casa Bianca starebbe restringendo il suo approccio alle tariffe che entreranno in vigore il 2 aprile.
È probabile che, almeno in quella data, vengano omessi una serie di dazi specifici per settori come automobili, prodotti farmaceutici e semiconduttori.
Trump ha dichiarato che annuncerà tariffe su auto, alluminio e farmaci nel prossimo futuro, senza però indicare una data precisa.
Reazione dei Mercati Europei ai Dazi USA
Sebbene non ci siano informazioni specifiche sulla reazione dei mercati europei, si segnala che i titoli azionari statunitensi sono aumentati bruscamente lunedì, poiché gli investitori erano sollevati dal fatto che i dazi USA più punitivi potrebbero non arrivare così presto come molti a Wall Street temevano.
L’incertezza rimane comunque nei mercati a causa dei piani tariffari mutevoli di Trump.
Piano Italiano Anti-Dazi
L’Italia sta cercando di definire una strategia per l’export italiano che possa compensare gli eventuali contraccolpi generati dai dazi USA.
La premier Meloni intende proseguire il dialogo con gli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presentato il 21 marzo un Piano d’azione per l’accelerazione dell’export sui mercati extra-UE ad alto potenziale.
L’obiettivo è di arrivare a 700 miliardi di export entro fine legislatura, partendo dagli attuali 623,5 miliardi, puntando su mercati emergenti come Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Mercosur, Balcani occidentali, Africa e Paesi Asean.
Preoccupazioni per Ritorsioni a Catena
Gli esperti rimangono preoccupati per la possibilità di una reazione a catena di ritorsioni su alcuni mercati.
Natalie Collins della California Association of Winegrape Growers ha osservato che, a causa della guerra commerciale, anche le aziende statunitensi che esportano bevande alcoliche sono incerte sul futuro.
John Williams della Frog’s Leap winery teme che dazi reciproci possano danneggiare i distributori di vino.
Tensioni Commerciali Nuove e Preesistenti
Le attuali minacce di dazi USA rappresentano un’escalation nella crescente disputa commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea.
Questo avviene nel contesto di tensioni preesistenti, come l’imposizione da parte degli Stati Uniti di dazi USA del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio, che ha innescato la proposta dell’UE di aumentare i dazi sul whisky americano.
Gli Stati Uniti hanno anche conflitti commerciali in corso con Canada e Messico.
Il vino e i liquori americani sono stati ritirati dagli scaffali canadesi a causa dell’escalation delle tensioni.