Il 2 novembre le Borse provano a risalire dopo le forti vendite della settimana scorsa, aiutate dal calo del petrolio. Le speranze di dialogo tra Stati Uniti e Iran, con Donald Trump che sembra voler lasciare più tempo alla diplomazia almeno fino alle elezioni di metà mandato del 3 novembre, hanno riportato il Brent a circa 110 dollari al barile, contro i quasi 118 del 30 ottobre. I future europei e americani indicano aperture in rialzo, ma gli investitori restano concentrati sui conti di Apple e sui timori legati agli investimenti nell’intelligenza artificiale.[1][2][3]
In breve
- I future europei e americani sono in rialzo dopo la settimana difficile dei titoli tecnologici.
- Il Brent scende a circa 110 dollari sulle speranze di dialogo tra Usa e Iran.
- Apple e le elezioni americane di metà mandato guidano l’attenzione degli investitori.
- In Asia il recupero è diffuso, con Shanghai e Seul tra le piazze più forti.
Perché le Borse tentano il rimbalzo?
Cominciamo dal clima con cui si apre la settimana. Dopo le perdite di ottobre, i mercati partono con un po’ di sollievo, anche se la cautela resta. Il future sull’Eurostoxx 50 è dato in rialzo dello 0,23% secondo Milano Finanza, mentre negli Stati Uniti quello sull’S&P 500 segna +0,47% e quello sul Nasdaq 100 +0,83%. Radiocor parla di un avvio europeo prudente, con il future sul Ftse Mib a +0,05%.[1][3]
Il motivo della prudenza sta nel settore che ha trascinato i listini giù. I conti di Alphabet, Amazon e Intel hanno alimentato i timori sulla sostenibilità delle enormi spese per l’intelligenza artificiale, e il Nasdaq a ottobre ha perso quasi il 7%, il peggior mese dall’aprile dell’anno scorso, come ricorda Repubblica. Il 30 ottobre Wall Street ha chiuso in netto calo: il Nasdaq ha perso il 2,9%, l’S&P 500 l’1,82% e le azioni Intel il 28,6%, riferisce FirstOnline.[4][5][1]
Che cosa è successo al petrolio?
Sul fronte energetico, intanto, il movimento è stato più netto. Il calo dei prezzi nasce dalle prospettive di una tregua tra Usa e Iran. Secondo Il Sole 24 Ore, il Brent cede il 6,2% a 110,34 dollari dopo aver sfiorato i 118 il 30 ottobre, mentre il Wti scambia a 100,77 dollari (-3,2%). Il gas ad Amsterdam scende del 2,1% a 101,7 euro, restando sopra quota 100. Milano Finanza indica per il Brent -2,8% a 110,22 dollari.[1][2]
Dietro il ribasso ci sono le mosse diplomatiche e quelle dell’Opec+. Secondo il Wall Street Journal, il vicepresidente JD Vance ha inviato un messaggio al segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano per riavviare i colloqui. Nel fine settimana l’Opec+ ha deciso di mantenere invariata la produzione di dicembre. Rabobank, con Florence Schmit, definisce il calo una ritirata temporanea, perché possibili escalation potrebbero riportare i prezzi in alto.[1][2]
Quali appuntamenti attendono gli investitori?
Restano poi alcuni appuntamenti che possono cambiare di nuovo il clima. Il primo è Apple, che pubblica i conti trimestrali in serata: FirstOnline riporta attese di un utile per azione di 2 dollari su 113 miliardi di fatturato, contro 1,85 dollari un anno prima. Repubblica la descrive come un’oasi di relativa tranquillità, perché non spende miliardi in data center. In settimana toccherà ai produttori di chip Qualcomm, Super Micro e Amd.[4][5]
Sul piano politico pesa invece il voto americano di domani. Le elezioni di metà mandato del 3 novembre potrebbero influire sulla capacità di Trump di portare avanti le sue priorità. Secondo lo stratega Steve Englander, i mercati preferirebbero una situazione di stallo. In settimana sono attese anche l’inflazione europea il 4 novembre, la decisione della Bank of England il 5 novembre e i dati sull’occupazione Usa il 6 novembre.[3]
Come vanno i mercati asiatici?
Uno sguardo ai listini asiatici completa la mattinata. In Asia prevalgono i rialzi. Alle 7:20 italiane, secondo Il Sole 24 Ore, Shanghai segnava +0,96%, Shenzhen +1,83%, Hong Kong +0,52% e il Kospi di Seul +2,47%, mentre Tokyo era a -0,39% per le vendite su tecnologici e semiconduttori. FirstOnline aggiunge che in Cina le autorità di regolamentazione incontreranno le principali banche per studiare come sostenere il mercato dei capitali.[4][6]
Anche i cambi si muovono, ma in modo contenuto. L’euro si rafforza intorno a 1,1186 dollari secondo Milano Finanza, a 1,1191 secondo Radiocor. A conti fatti, 1,1191 meno 1,1162 della chiusura del 30 ottobre fanno 0,0029 dollari in più. Il bitcoin, secondo Radiocor, resta in calo a 77.063 dollari.[1][3]
In sintesi
Ecco il quadro d’insieme e ciò che resta da seguire. La giornata del 2 novembre si apre con un recupero prudente: il Brent è a circa 110 dollari dai quasi 118 del 30 ottobre, e i future americani sono in rialzo, con il Nasdaq 100 a +0,83%. Il rimbalzo poggia sul clima diplomatico tra Washington e Teheran, ma i listini restano sensibili ai conti di Apple in serata, alle elezioni americane del 3 novembre e alle trimestrali dei produttori di chip in settimana.[1][2][3]
Fonti
- Milano Finanza: Borse oggi in diretta | Europa attesa in rialzo, petrolio -2,8% post Opec+ e negoziati Usa-Iran
- Il Sole 24 Ore: Petrolio: in calo su speranze colloqui Usa-Iran, Brent -6% a 110 $
- Il Sole 24 Ore: Borsa: Europa verso avvio cauto, focus ancora su tech ed elezioni Usa
- firstonline.info: Borse oggi tentano un recupero grazie al calo del petrolio. Restano i timori per l’high tech, ma si confida nei conti di Apple
- Repubblica Economia: Le Borse di oggi 2 novembre. Petrolio in calo, i mercati tentano il rimbalzo
- Il Sole 24 Ore: Positive le Borse cinesi: Shanghai +0,9% e Shenzhen +1,8%. Petrolio in calo (-6%) – L’exploit della Borsa di Zurigo


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